Ilicic, il Bologna ci riprova

Parte da Firenze il trampolino di lancio verso il futuro

Di discorsi se ne possono fare tanti, ma la verità nel calcio è sempre e solo una: contano i risultati. Tra i 28 punti che il Bologna aveva in classifica due settimane fa e i 34 attuali sembra esserci una voragine, la stessa che sembrava essersi creata tra squadra e tifoseria nei giorni immediatamente precedenti la sfida con il Sassuolo. Lo spazio semivuoto della curva ospiti del Mapei Stadium sarà colmato domenica a Firenze, dove è previsto un esodo di massa dei tifosi rossoblù.
Lo strappo si è ricucito perché il Bologna se l’è meritato sul campo. È andato a vincere una partita strana e non facile contro Berardi & Co., e sette giorni più tardi ha semplicemente schiantato il Chievo, realizzando un poker proprio sotto la Curva Andrea Costa. Nel match con i gialloblù la squadra di Roberto Donadoni ha fatto quello che le si chiedeva da tempo: ha giocato con la testa libera, senza fare calcoli, riuscendo a divertire e divertirsi. In questo modo si è spianata la strada verso un finale di stagione che può farsi interessante sotto diversi punti di vista.
Innanzitutto, la rosa. Da qui al termine del campionato l’allenatore avrà la possibilità di cambiare qualcosa sul piano tattico, magari riproponendo il 3-5-2 già visto di recente, dando maggiore minutaggio a quegli elementi che finora hanno giocato meno e gettando le basi per il Bologna che verrà.
Poi, i singoli. Potrebbero essere giornate utili per capire se a Casteldebole c’è già il sostituto di Blerim Dzemaili, destinato a trasferirsi in Canada a giugno (o forse anche prima, lo scopriremo presto). E ancora, se in una stagione povera di obiettivi Mattia Destro riuscirà a trovare le motivazioni giuste per chiudere in doppia cifra, o se giocatori come Federico Di Francesco, Ibrahima Mbaye, Bruno Petkovic e magari anche Orji Okwonkwo potranno avere più spazio in quest’ultimo scorcio ma soprattutto nel Bologna del 2017-2018, quello che secondo i piani del patron Joey Saputo potrebbe iniziare a togliersi qualche piccola soddisfazione.
Altri interrogativi riguardano il pacchetto dei centrali difensivi e il centrocampo. Marios Oikonomou è da trattenere o è da considerarsi già sul mercato? Filip Helander finora ha sempre fatto bene, ma si può scommettere forte su di lui, dati i ripetuti problemi fisici a cui è andato in questi mesi? Un altro ragazzo arrivato in estate da Verona, Federico Viviani, si guadagnerà una riconferma che costerebbe alle casse del club quasi 5 milioni di euro? E quale sarà il futuro di Godfred Donsah?
Le nove esibizioni che separano il Bologna dal sipario saranno tutt’altro che semplici (i rossoblù, tra le altre, affronteranno in trasferta Fiorentina, Atalanta e Milan e in casa Roma e Juventus), ma proprio per questo potrebbero fornire risposte indicative e riaccendere l’entusiasmo della piazza. In attesa di un mercato estivo in cui, prima di ogni altra cosa, non bisognerà privarsi di Simone Verdi, perché i numeri e i conti vanno bene ma anche la fantasia e i sogni vogliono la loro parte.

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