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Come cambiano i tempi

Troppo pessimismo nelle parole di Bigon, la piazza ha bisogno di stimoli

In questi ultimi giorni abbiamo già sottolineato più volte come il momento della stagione rossoblù sia tutt’altro che entusiasmante, la prova con l’Atalanta ha lasciato in tutti (o quasi) una sensazione di malcontento e arrendevolezza generale. Ci eravamo ripromessi di non tornare più sull’argomento, per non sconfinare in un immotivato pessimismo cosmico, ma le dichiarazioni di Riccardo Bigon hanno destato in noi grande perplessità. La squadra ha evidenti limiti, lo si capiva fin dal ritiro di Castelrotto, e nella migliore delle ipotesi potrebbe migliorare di una o due posizioni il piazzamento dello scorso anno, ma che il direttore sportivo porti un ambiente a deprimersi ulteriormente lascia quantomeno perplessi, perché anche solo accennare alla possibilità di arrivare ultimi o peggio ancora dichiarare che “la salvezza per una squadra della nostra fascia è qualcosa di grosso” è l’apoteosi del ‘suicidio’ di massa. Che una delle pericolanti nel girone di ritorno possa innestare una marcia in più è già successo, che Bologna debba festeggiare una risicata salvezza no, non adesso, non al secondo anno di Serie A, non con Saputo, sarebbe indice di qualcosa gestito male.
Forse Bigon ha ancora in mente la retrocessione tra i cadetti della passata stagione? Con tutto il rispetto, sul piano calcistico, Verona e Bologna sono due piazze completamente diverse. Forse ritiene che qualche giocatore abbia un po’ mollato la presa e diminuito la furia agonistica? In tal caso si parla con lo spogliatoio e nello spogliatoio, non con la stampa, i panni sporchi si lavano in famiglia, specialmente in casi del genere. Adesso non vorremmo che questo sfogo venisse travisato, perché non vuole essere un attacco alla persona Bigon, certo è, lo ribadiamo ancora, che spendere 100 milioni di euro complessivi come ha fatto Saputo e palesare poi la possibilità di lottare per non arrivare ultimi è un autogol clamoroso. Per questo, nel nostro piccolo, vorremmo tanto che il patron fosse più presente e attento a come sta evolvendo la situazione in casa Bologna: una volta scappati i buoi, sarebbe troppo tardi. Qualcosa non sta andando come dovrebbe, tante cose ci lasciano con punti interrogativi ai quali è complicato dare una logica spiegazione.

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