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Fenucci-Merola, incontro positivo sul Dall'Ara. Una volta individuato il partner industriale partirà l'iter per la realizzazione

Presentato il nuovo Dall’Ara, splendido mix di antico e moderno. Saputo: “Speriamo di completarlo in cinque anni”

Questo pomeriggio allo stadio Renato Dall’Ara, nella splendida cornice della Terrazza Bernardini, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto di restyling dello storico impianto sportivo bolognese. Protagonisti il presidente del club rossoblù Joey Saputo, l’amministratore delegato Claudio Fenucci, il sindaco Virginio Merola, l’assessore allo sport Matteo Lepore e l’architetto Gino Zavanella. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le loro dichiarazioni.

Virginio Merola – «Oggi siamo qui a presentare un progetto che renderà ancora più bella la nostra città e la proietterà nel futuro. Andiamo ad investire su un patrimonio di tutti, non solo di chi gioca o tifa, e ora i nostri uffici si metteranno al lavoro per stabilire le opere che accompagneranno questa riqualificazione. A chi ha storto il naso dico che la nostra è stata una scelta conservatrice, senza cementificare altro suolo cittadino, e lungimirante. I tifosi sanno di poter contare su un presidente e una società seria e affidabile, sul lato sportivo la squadra sta vivendo un momento di difficoltà ma sono convinto che tutti insieme la supereremo, mai come oggi we are one».

Joey Saputo – «Sono davvero orgoglioso di presentare questo progetto. Il Dall’Ara, che dal 1927 è la casa del Bologna, non è solo uno stadio ma un monumento, e possiede una struttura affascinante unica nel suo genere. L’intervento che andiamo ad illustrare oggi è un punto fondamentale per il rilancio del club e per tutto il movimento calcistico italiano, e consentirà sia al Bologna che a Bologna di essere all’avanguardia sul panorama nazionale e non solo. Il restyling che abbiamo pensato credo sia che sia un giusto mix di antico e moderno, dove all’architettura storica si uniranno quegli standard di modernità fondamentali per il comfort dei tifosi. Mi piace immaginare che anche il mio più illustre predecessore, il presidente Renato Dall’Ara, da lassù sia soddisfatto di vedere il nuovo volto dello stadio che ha celebrato i suoi numerosi trionfi. Speriamo di completare l’opera nel giro di cinque anni, e che sia quindi tutto pronto per la fine del mio primo decennio alla guida della società».

Gino Zavanella – «Siamo partiti dall’eliminazione della sovrastruttura in ferro di Italia ’90 per riportare alla luce quella originaria, poi nell’ultimo anno abbiamo adeguato la struttura alle normative antisismiche e questo ci ha permesso di avvicinare le tribune al campo. Tutti gli spettatori saranno molto più vicini al rettangolo verde, ad esempio la distanza delle tribune, che ingloberà anche le panchine dei giocatori, scenderà da 18 a 7,50 metri, e quella delle curve da 43 a 7,50. Ci saranno una trentina di box, delle balconate vivibili nei quattro angoli, una tribuna stampa da 108 posti e una sala conferenze da 90, e tutti i settori saranno accessibili anche per i diversamente abili con rampe o scale apposite. La copertura, in alluminio leggero, valorizzerà l’illuminazione e sarà distanziata di circa 10 metri dal bordo dell’impianto per esaltare la muratura del 1927 e consentire, dall’ultimo piano, una veduta panoramica sulla città. Il tema sicurezza, poi, è stato tra i più importanti: il nuovo Dall’Ara avrà 28 accessi e in caso di emergenza si potrà svuotare in 5 minuti, uscendo sempre da dove si era entrati. Inoltre, i servizi aumenteranno notevolmente: in Europa uno stadio viene valutato a cinque stelle quando garantisce 0,50 mq per spettatore, noi arriveremo a 0,72, quindi uno standard elevatissimo. Ci saranno 12 mila mq a disposizione per svariate attività, comprendendo tutto saranno 30 mila mq liberi sotto lo stadio. La capienza sarà di 27 mila posti, estendibile fino a 29 mila».

Claudio Fenucci – «Il tema stadi è stato affrontato in modo tempestivo ed efficace negli altri Paesi, mentre in Italia questo percorso è partito lentamente. In Europa la partnership privato-pubblico ha rappresentato la base di tante riqualificazioni, ed è questa la strada che anche noi abbiamo deciso di seguire: l’impianto resterà di proprietà pubblica e la società veicolo che lo gestirà, creata ad hoc e legata alla famiglia Saputo, manterrà il diritto di superficie e si accollerà gli oneri della gestione. Questo nuovo soggetto imprenditoriale servirà a garantire agli istituti di credito (presente in sala Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, ndr) la solvibilità dei mutui anche nel caso il club non dovesse riuscire ad onorarli, causa rovesci economici legati ad esempio a cattivi risultati sportivi. Nel 2015, poco dopo il nostro insediamento, è stato realizzato un primo progetto preliminare che ha ricevuto l’ok della Soprintendenza, che ora sta vagliando le ultime modifiche, e un passo alla volta siamo arrivati fin qui. Lo schema è semplice, seguiamo la legge 147 sugli stadi: una volta costituita la società veicolo, avremo 90 giorni per la dichiarazione di pubblica utilità, poi ne serviranno altri 120 giorni per la conferenza dei servizi decisoria. Nel frattempo, il progetto dovrà essere messo a gara tramite bando. L’avvio dei cantieri, quindi, sarà entro 10 mesi complessivi dal momento in cui avremo individuato il partner industriale che si occuperà dei lavori. I tempi per la realizzazione? Tutto partirà dopo la proposta definitiva, e comunque li comunicheremo con precisione una volta definito il partner. Se continueremo a giocare qui o andremo altrove, dunque, dobbiamo ancora stabilirlo: rimanere al Dall’Ara allungherebbe molto i tempi, ma è un tema che andrebbe a toccare anche i costi e ovviamente la tifoseria. I lavori dureranno circa due anni in caso di trasloco, un anno in più se invece dovessimo restare qui. Il piano finanziario è legato allo sviluppo dei ricavi, che nasceranno in particolare con l’incremento dei servizi aggiuntivi: l’idea è quella di far vivere lo stadio sette giorni su sette, non solo sport ma anche turismo e cultura, così da avere un flusso continuo di visitatori. Gli ampi spazi all’esterno e sotto lo stadio saranno usati per attività come il museo del club, che sorgerà sul lato di via Andrea Costa, iniziative culturali e mostre temporanee, oltre ovviamente a bar, ristoranti e negozi. Della cosiddetta standing area in curva ne parleremo di nuovo con i tifosi, potremmo utilizzare sedute ribaltabili senza violare le norme di sicurezza. Infine, per quanto concerne la Torre di Maratona, al momento è prevista la sua ulteriore sistemazione ma non il suo utilizzo».

Matteo Lepore – «L’antistadio manterrà la sua attuale conformazione, con la riqualificazione del campo da calcio e della pista d’atletica. Inoltre, i posti nel parcheggio della bocciofila saranno raddoppiati. Faremo in modo che tutte le società sportive, con particolare riferimento a quelle che prima erano ospitate al Dall’Ara, possano svolgere le loro attività in spazi comunali. Entro la fine del nostro mandato sarà ristrutturato anche l’impianto dell’Arcoveggio, migliorando la pista d’atletica attuale e creandone una seconda al coperto».

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Foto: bolognafc.it – La gallery completa è disponibile a questo link.