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Ridateci Masina

Ridateci Masina

Quasi un anno fa, era il 24 ottobre, la rete al Carpi allo scadere, quella corsa da brividi sotto la curva ospiti e la dedica ai tifosi, con tanto di arrampicata sulla recinzione. That’s amore. Oggi il banco degli imputati, insieme a Marios Oikonomou, per quell’errore (disattenzione, leggerezza, incomprensione, si può chiamare come si vuole) che ha aperto le porte al pareggio della Lazio. D’accordo, il rigore non c’era, ma d’accordo anche che spazzare via quel pallone avrebbe evitato ogni rischio. E insomma, nel giro di dodici mesi Adam Masina si ritrova a vivere quelli che forse sono il punto più alto e quello più basso della sua carriera rossoblù.
I galloni da titolare se li era conquistati in Serie B e li aveva mantenuti a suon di prestazioni convincenti. Coccolato, circondato di fiducia, un talento prodotto dal vivaio rossoblù che passo dopo passo si stava mettendo in mostra ed era arrivato anche a conquistare la maglia della Nazionale Under 21 (oggi persa anche quella, almeno stando alle ultime convocazioni). Lo scorso anno il debutto in A, tante buone prestazioni, il feeling con Bologna sempre forte, perché questa è casa sua. Quest’anno si tratta di confermarsi, cosa che già è difficile di suo, e anche di fare un ulteriore passo avanti per continuare in un processo di crescita su cui tutti mesi fa erano pronti a scommettere. Invece è arrivata qualche battuta a vuoto.  Qualche esclusione. E i primi giudizi negativi tra chi ritiene che ormai abbia perso la fame, chi dice che quando si tratta di attaccare ok, ma quando si tratta di difendere di strada bisogna farne ancora tanta. E qualche settimana fa è arrivato anche il pensiero di Donadoni, che lo ha richiamato ad una maggiore convinzione nei propri mezzi, perché, complice anche il fisico che si ritrova, Adam in Serie A ad alti livelli ci può stare eccome.
Cos’è successo? Di smarrirsi un po’ capita a tutti, per informazioni si può chiedere anche a Saphir Taider, che lo scorso anno per scelta tecnica era stato escluso dai convocati per la gara con il Torino e da lì in avanti si è rimesso a lavorare sodo, fino a diventare oggi uno dei punti fermi dell’undici titolare. Lo stesso scatto serve ora a Masina. Rivogliamo il ‘vecchio’ Adam (quanto è buffo dirlo ad un 22enne…), quello tutto cuore, passione, corsa e rincorsa. Che si spinge in avanti ma prova anche a fermare il diretto avversario di turno. Quello che ascolta, prima della partita, ‘Don’t Stop Me Now’ dei Queen. No, non fermarti adesso. Forza e coraggio Adam: se la strada è in salita, ricorda che è solo perché hai la possibilità di arrivare in alto.

© Riproduzione Riservata

Foto: Getty Images