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Sadiq, che fine hai fatto?

Sadiq, che fine hai fatto?

Sul campo il Bologna di Roberto Donadoni vince e convince, soprattutto in casa, con la speranza che già da domenica a San Siro si possano iniziare ad ammirare dei passi in avanti sul piano della prestazione (e magari anche del risultato) in trasferta. A tenere banco in queste ore, oltre ovviamente ai meritati titoloni per Verdi e Krejci, c’è però anche l’infermeria, un po’ più vuota rispetto a qualche settimana fa ma pur sempre occupata da giocatori importanti. Come noto, il destino si è accanito all’improvviso contro Antonio Mirante, e sui tempi di recupero del portiere campano vige ancora un po’ d’incertezza, mentre la squadra si stringe attorno a lui per farlo sempre sentire parte fondamentale di un gruppo che nei fatti non ha mai abbandonato. Sempre ai box anche Alfred Gomis, che poco dopo essere stato acquistato dal Torino per coprire le spalle ad Angelo Da Costa si è procurato una frattura al quinto metacarpo della mano destra (tornerà operativo attorno a metà ottobre), ieri ha lavorato a pieno regime con i compagni anche Federico Viviani, reduce da una contusione ad una coscia, che potrà così rimpolpare ulteriormente il centrocampo rossoblù.
E poi c’è lui, Umar Sadiq. O meglio, non c’è, e non si sa bene che fine abbia fatto. Acquistato dalla Roma il 31 agosto dopo un’Olimpiade da protagonista con la maglia della Nigeria, il bomber classe 1997 è subito finito nella lista degli indisponibili per una botta ad una caviglia rimediata nel corso dell’ultimo allenamento con i giallorossi a Trigoria. Per fortuna del Bologna la ritrovata vena realizzativa di Mattia Destro e le magie del già citato Simone Verdi stanno cancellando ogni possibile grattacapo offensivo, ma sulle dinamiche con cui Sadiq è arrivato sotto le Due Torri si potrebbe discutere a lungo. Avrebbe poco senso, soprattutto in un momento così positivo, aprire una polemica, ma si sicuro il club capitolino non può essere applaudito per correttezza e cortesia. Da mesi si sapeva dell’esistenza di un accordo sulla parola tra Walter Sabatini e la dirigenza felsinea per l’arrivo del giovane centravanti a Casteldebole, con gli ‘amici’ romanisti che hanno però tirato la corda fino all’ultimo avanzando pretese ben precise inerenti alle cifre del riscatto e del contro-riscatto sul cartellino del ragazzo, in prestito fino al 30 giugno 2017.
Da che mondo è mondo, se un calciatore sta per trasferirsi ad un’altra squadra si preferisce farlo allenare a parte con un preparatore atletico, per evitare infortuni traumatici o muscolari che potrebbero far saltare la trattativa. Invece no, come se nulla fosse la Roma lo ha fatto scendere in campo agli ordini di Luciano Spalletti, Sadiq si è fatto male e il Bologna, a poche ore dalla fine del mercato, ha comunque accettato di acquistarlo. Decisione giusta? Sì, perché la società di Joey Saputo ha sempre creduto molto nelle qualità e nel potenziale di questo attaccante, e perché appunto i rapporti con Sabatini e soci sono più che buoni. Ora però speriamo tutti che la caviglia di Sadiq torni presto in salute, per sorreggerlo al meglio e darci la possibilità di ammirare le sue doti da rapinatore d’area di rigore. Se invece i tempi di recupero dovessero dilatarsi ancora, sarà lecito pensare che i rossoblù avrebbero fatto meglio a battere i pugni sul tavolo e mandare tutto all’aria. In barba all’amicizia.

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