Sempre e Comunque
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Bisogna sapersi accontentare

Bisogna sapersi accontentare

Non è mia abitudine impostare un articolo parlando in prima persona, ma mai come in questa occasione mi sembra doveroso fare un’eccezione, perché rendere unanime un parere personale non è corretto. Se c’è una cosa che ha sempre contraddistinto ZO è la libertà di pensiero, non c’è mai stato un veto su un argomento o un’opinione, non c’è mai stata una linea redazionale fissa da seguire. Si può forse sottolineare come chi la pensa in un modo alzi di più la voce rispetto a chi invece si propone come più equilibrato, ma a volte nella vita bisogna saper rischiare e mettersi in gioco. Parlo quindi, appunto, per me, un semplice tifoso che ha avuto la fortuna di riuscire a creare quello che grazie a tutti voi è diventato un punto di riferimento della tifoseria bolognese, sottolineando subito che non sono nessuno e come tutti posso sbagliare le mie valutazioni, ma sempre in buona fede.
Dopo la sconfitta con l’Atalanta appare evidente come la squadra sia peggiorata rispetto alla passata stagione e come siano stati commessi errori piuttosto gravi in sede di mercato. Non torno su discorsi societari che ormai hanno valenza zero, è andata com’è andata, anche se spesso leggo commenti che ci etichettano come “le vedove di Corvino”, persona che se devo dirla tutta ancora oggi sento, perché Pantaleo nel progetto ci credeva e ha accettato la B pur di dimostrarlo. Ora però c’è Bigon, che di colpe non ne ha, e Bigon va appoggiato e incoraggiato. Qualche buon innesto lo ha azzeccato, perché Nagy, Krejci e Verdi sono farina del suo sacco. Ci sono però carenze in questa squadra, lo abbiamo ripetuto più volte. Manca un difensore centrale di esperienza (ora lo staff tecnico ne vuole due) e un’altra punta col il gol in canna oltre a Destro. Donadoni non sarà accontentato in toto, lo dico fin da ora. Se poi il tecnico bergamasco non si fosse dimenticato di Donsah, a mio avviso il miglior centrocampista in organico, la manovra ne trarrebbe vantaggi.
Oggi mi è stato detto che fino al 2018 Saputo ha promesso un punto in più per campionato. E speriamo ci lascino rimettere in sesto il Dall’Ara. Sempre da tifoso, pur ringraziando il presidente per averci letteralmente salvato da morte certa, non sono soddisfatto ma dispiaciuto. Lo dico senza tanti giri di parole, una volta arrivata questa proprietà mi sarei aspettato molto di più, se non un’Atalanta vestita di rossoblù, almeno di non dover essere costretto a vedere partite come quella odierna, sconfitte su sconfitte al Dall’Ara (già tre su sette tra le mura amiche) e di fatto una classifica sempre molto, molto avara di soddisfazioni. I risultati non ci sono, nulla è cambiato, è palesemente mediocrità sotto questo aspetto. Qualcuno ha fatto presente all’Atalanta il progetto Bologna? Perché oggi è stata una lezione di calcio. Siamo sinceri, abbiamo già capito che campionato sarà, quello felsineo, fatto di molti bassi e pochi alti e da parte destra della classifica: per ora non sono permessi sogni ma solo imprecazioni e delusioni.
Mi lascia poi molto perplesso come l’a.d. Fenucci non perda occasione per puntualizzare quanto la stampa bolognese sia spesso difficile da gestire. E allora mi chiedo come abbia potuto coesistere con l’ambiente romano, costellato di mille giornali, giornalini, siti web e radio. Bologna è una cuccagna in confronto. Come mi rammarica, ancora una volta, il fatto di aver nuovamente sottolineato che per Balotelli non c’è mai stata alcuna trattativa. Ma non mi dilungo oltre, come forse non dovrebbe farlo Fenucci.
Il presente racconta di un Bologna piuttosto debole, costruito così così, con carenze nel pacchetto arretrato e in avanti, non a caso è il quinto peggior attacco della massima serie e la settima peggior difesa. Quando lo dicevamo, perchè era evidente e sotto gli occhi, venivamo spesso attaccati come ‘maigoduti’. Non che ora faccia piacere aver ragione, però siamo nel solito limbo, né carne né pesce. E fa rabbia, con le possibilità che ha questa proprietà. Tuttavia, è necessario farsene una ragione, non è ancora tempo per sognare, bisogna sapersi accontentare di quello che al momento passa il convento. Che è poco in termini di soddisfazioni sul rettangolo verde, ma tanto in fatto di sopravvivenza. Attendiamo con pazienza tempi migliori, ma da fedele tifoso (vedere spettacoli come quello di oggi è una sofferenza grandissima che fa male) non potrò mai esimermi dall’esprimere il mio parere. Il Bologna sul campo mi sta tradendo. C’è chi è comunque contento? Buon per lui, io mi aspetto tanto, tantissimo di più, ma non per questo sono meno tifoso di altri.

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