Saputo: “Non cambiamo strategia. Fiducioso sullo stadio, per l’Europa serviranno tempo e investimenti”

Questa mattina al centro tecnico di Casteldebole, prima di partire alla volta di Genova insieme alla squadra, il patron del Bologna Joey Saputo ha rilasciato una lunga intervista a Sky Sport 24. Di seguito, suddivise per argomenti principali, vi proponiamo tutte le dichiarazioni del numero uno rossoblù, incluse quelle che per ragioni di tempo non sono state trasmesse.

Napoli e Milan, ferite aperte – «Contro il Napoli è stata una partita difficilissima, dopo un po’ non abbiamo nemmeno più giocato, ma perdere in quel modo col Milan mi ha fatto ancora più male: non avevo mai provato una sensazione così, prendere gol in casa con due uomini in più mi ha ferito più dell’1-7. Questo per me è stato qualcosa di inaccettabile».

Traguardi nell’immediato – «Non abbiamo mai cambiato il nostro progetto, e i nostri obiettivi sono gli stessi dell’inizio: abbiamo speso tanto per assicurare al club di non fallire, poi per tornare in A, quindi abbiamo sempre dichiarato di voler restare nella massima serie migliorando anno dopo anno».

Crescita graduale ma costante – «Queste quattro sconfitte non cambiano gli obiettivi che ci siamo dati a inizio anno: la salvezza, un punteggio finale migliore dello scorso campionato, la crescita dei nostri giovani. Non va dimenticato che tanti di questi ragazzi sono alle prime esperienze in Serie A. Nonostante questi ultimi brutti risultati, abbiamo tutte le possibilità di raggiungere questi obiettivi. Se così non sarà, alla fine della stagione valuteremo in che modo correggerci e migliorare. La nostra strada è ancora lunga, ogni anno bisogna crescere, continuando ad investire in giocatori e strutture».

In primis le strutture – «È proprio perché in futuro vogliamo portare a Bologna grandi giocatori che stiamo patrimonializzando la società, gli investimenti sugli impianti sono proprio in questo senso».

Giocatori migliori – «Ragionando da tifoso, capisco bene che avendo la disponibilità economica si vorrebbero subito i grandi giocatori, ma noi non possiamo agire emotivamente: non cambiamo la strategia per quattro sconfitte consecutive. Non prenderemo mai decisioni sulla base dell’emotività, ma sempre basate sugli obiettivi che ci siamo fissati».

Donadoni, panchina solida – «Il mio rapporto con Roberto è ottimo, quando lui arrivò era a conoscenza dei nostri programmi e io sono felice di avere a Bologna un allenatore come lui».

Restyling Dall’Ara – «Lo stadio è un grandissimo investimento, una parte fondamentale del progetto. Realizzare queste strutture è difficile qui come in Canada, ora stiamo analizzando i costi e la fattibilità, nei prossimi mesi annunceremo come e quando sarà realizzato il tutto: sono molto fiducioso in questo senso».

Diawara e la sua cessione – «Visto come si era messa la situazione e il comportamento del ragazzo, direi che abbiamo condotto bene l’operazione, reinvestendo quanto ricavato su altri giocatori».

Dzemaili, si decide a giugno – «Se Blerim è arrivato qui è perché faceva parte fin dall’inizio di un progetto comune fra Bologna e Impact. Ai tifosi garantisco che finché lui giocherà per il Bologna avrà in testa solo il Bologna. A fine stagione vedremo, io e lui prenderemo una decisione».

Crescita del calcio italiano – «Non sono affatto deluso dal calcio italiano, sapevo in che condizioni era e so cosa può diventare. Il calcio italiano tornerà al top come era non molti anni fa, con tutti gli investimenti che avverranno, a patto che si lavori insieme e che i nuovi proprietari e le loro nuove visioni imprenditoriali siano accettati come un arricchimento. Un altro aspetto importante su cui bisogna crescere molto è appunto quello degli stadi, e intendo non solo gli impianti ma anche l’esperienza che si vive allo stadio, il match day».

Lega, servono intenti comuni – «Sulle strategie per il futuro della Lega sta lavorando l’a.d. Fenucci. Quel che posso dire io è che per il bene del nostro calcio i club dovrebbero essere meno individualisti e lavorare assieme».

Rispetto dei ruoli – «Io non sono un proprietario che entra nelle sfere di competenza dei suoi, chi lavora qui sa che cosa deve fare, sul piano finanziario e sul piano sportivo. Non interferirò mai in queste decisioni, non suggerirò mai il nome di un giocatore che va acquistato o chi deve giocare la domenica».

Traguardi nel futuro – «Il Bologna ha un grande passato fatto di tanta gloria, è ovvio che io intenda riportare la squadra ad un certo livello. Dobbiamo diventare un club rispettato da tutti, dentro e fuori dal campo. Il nostro obiettivo sarà tornare in Europa, ma teniamo presente che serviranno tempo e tanti investimenti».