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Rassegna stampa 06/04/2019

Saputo: “Tutti abbiamo fatto degli errori e stiamo lavorando per rimediare, il mio amore per il Bologna non è diminuito”

A margine della commemorazione di Arpad Weisz, svoltasi questa mattina davanti alla lapide in sue memoria posta ai piedi della Torre di Maratona, il patron del Bologna Joey Saputo si è concesso alla stampa per rispondere ad alcune domande di stretta attualità. Ecco tutte le sue dichiarazioni, suddivise per argomenti principali:

Uno sguardo al mercato – «In queste settimane stiamo cercando di intavolare trattative per garantire ulteriori innesti alla squadra. Ad oggi non stanno mancando né la volontà né i fondi, ma le occasioni, fare mercato a gennaio è più complicato. Ci sono però delle zone di campo che vogliamo rinforzare, e stiamo lavorando per questo».

Vietato sbagliare ancora – «All’inizio della stagione pensavo che la squadra costruita rendesse meglio, è chiaro che non siamo contenti della posizione di classifica in cui siamo ed è normale che non lo siano i tifosi. Abbiamo fatto tutti degli errori, ci siamo guardati allo specchio per capire quanto fosse necessario fare un passo indietro per poterne poi fare uno in avanti. Non voglio dire che non rifarei certe scelte, perché è facile parlare col senno di poi, ma senza dubbio abbiamo sbagliato e non vogliamo più farlo».

Pippo, ti giochi tutto – «L’anno scorso, quando la squadra andava in svantaggio, non c’era possibilità che tornasse in partita. Quest’anno è diverso, i giocatori non mollano e non si arrendono mai. È anche questo che io intendevo con fire and desire, ma non basta. Inzaghi lavora dando tutto se stesso ma anche lui ha commesso degli errori, come del resto tutti noi. Non ci sono colpe singole. Se la partita di domenica sarà decisiva per il futuro del mister? Lo si vedrà lunedì».

Cambio di mentalità – «Ci penseremo a giugno se cambiare qualcosa a livello di organico societario, ma quando nel mio videomessaggio ho fatto riferimento alla necessità di cambiare mi riferivo soprattutto ad un cambiamento di attitudine. Dobbiamo smettere di ragionare come una neopromossa, siamo una squadra di Serie A e dobbiamo iniziare a pensare più in grande».

Cuore rossoblù – «Lasciare la presidenza degli Impact è stata una decisione che ho covato per parecchio tempo. Sono presidente di altre compagnie delle quali curo il business, quello era solo un passatempo e ho capito di non riuscire più a curarlo come facevo prima, ma resto il proprietario e non ho mai smesso di amare la squadra. La stessa identica cosa vale per il Bologna, non è vero che il mio amore è diminuito. Quando si perde, per me è sempre una brutta domenica».

Presenza sul territorio – «Una mia maggiore presenza a Bologna non avrebbe cambiato le cose, ho affidato dei compiti di gestione a persone nelle quali ho piena fiducia. Il fatto che io sia in città o meno non cambia nulla».

Fiducia nel futuro – «In questo momento non siamo nella posizione in cui vorremmo essere, ma è in corso un piano pluriennale e dobbiamo guardare avanti per aggiustare le cose. A volte alcune scelte fatte si rivelano sbagliate, ma è così che va il business. Le critiche le ascolto, derivano dai risultati sportivi ed è un diritto dei tifosi muoverle, ma non posso lasciare che influenzino la mia gestione: abbiamo un progetto e vogliamo proseguirlo al meglio».