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Un errore di valutazione perseverare su Sabatini, Pallotta non poteva privarsene

Un errore di valutazione importante. Il Bologna ha perso due d.s. in un colpo solo, e che d.s. Parlare ancora di Pantaleo Corvino sarebbe stucchevole e persino fuori luogo. Tutti conosciamo il valore e lo spessore dell’uomo di Vernole, ma proseguire nel tesserne le lodi quando ormai rappresenta il passato sarebbe sciocco e altresì noioso, in quanto argomento sviscerato più volte. Che la società avrebbe dovuto puntare su una figura di indiscusso valore per sostituirlo era ed è un dovere, che tra i direttori sportivi in circolazione ve ne siano molti di alto lignaggio sarebbe come dire che il sole non sorge mai.
Walter Sabatini era l’uomo giusto al momento giusto, un altro numero uno in grado di spostare gli equilibri e portare in dote ad una società già importante ulteriore carisma e capacità indiscusse. Si doveva però prevedere quanto fosse difficile raggiungere l’obiettivo, visto il contratto in essere tra Sabatini e la Roma e le perplessità di James Pallotta nel rinunciare ad un professionista di tale portata. Sorge dunque spontaneo domandarsi perché chi ha gestito questa situazione sia incorso in un clamoroso errore, un errore che adesso costringerà il Bologna a puntare su seconde, terze o addirittura quarte scelte.
Da Bigon a Osti per arrivare a Pradè. A meno che non si opti per una soluzione interna, ma almeno per il momento Marco Di Vaio non sembra ancora pronto per ricoprire un ruolo così complicato, visto che per cimentarsi in un’avventura del genere occorre esperienza. Dicevamo, un errore grande del quale si dovrà rendere conto a Joey Saputo: non se ne abbiano a male i principali interpreti di questa soap opera mal riuscita, anche i migliori sbagliano. L’importante è non perseverare, in tal caso il quadro sarebbe diverso.

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