Under 21: Polonia corsara al Dall'Ara, l'Italia cede 1-0 e ora rischia di uscire. Per Orsolini eurogol annullato e problema alla spalla

Under 21: Polonia corsara al Dall’Ara, l’Italia cede 1-0 e ora rischia di uscire. Per Orsolini eurogol annullato e problema alla spalla

Dopo la vittoria per 2-1 della Spagna sul Belgio maturata nel tardo pomeriggio, Italia e Polonia scendono in campo allo stadio Renato Dall’Ara per completare la seconda giornata del gruppo A e ipotecare l’accesso alle semifinali dell’Europeo Under 21. Il c.t. Di Biagio mantiene il 4-3-3 e opera quattro cambi nell’undici iniziale rispetto alla gara d’esordio: Adjapong per Calabresi e Bastoni per Bonifazi in difesa, Orsolini (appena acquistato a titolo definitivo dal Bologna) per Zaniolo e Cutrone per Kean in attacco. Michniewicz, di contro, opta per un compatto 4-5-1 con Dziczek in cabina di regia, Zurkowski mezzala destra, Szymanski largo a sinistra e l’ex doriano Kownacki unica punta. Sempre splendida la cornice di pubblico, con quasi 27 mila spettatori presenti sugli spalti.
Gli azzurrini partono forte e mettono i brividi a Grabara con un tiro-cross di Orsolini al 1’, una rasoiata di Mandragora al 3’ e soprattutto una conclusione a girare di Chiesa al 4’, mentre i polacchi rispondono al 10’ con una botta di Bielik dal limite sporcata in corner da Mandragora. Chiesa però continua ad imperversare nella metà campo avversaria, e al 21’ serve a Pellegrini un pallone invitante che il romanista spedisce sul fondo. Al 27’ è invece lo stesso talento della Fiorentina a battere a rete da sottomisura su traversone di Adjapong, trovando sulla sua strada il corpo di Grabara. Gli ospiti, accorti e sornioni, iniziano progressivamente a mettere la testa fuori dal guscio, trascinati in particolare dall’estro di Szymanski, ma al 31’ è l’Italia ad avere la chance più ghiotta del primo tempo: assist a rimorchio del solito Chiesa per Mandragora sul suo mancino e rigore in movimento fallito in maniera piuttosto goffa dal capitano, lasciato libero al centro dell’area.
Il calcio, si sa, è sport beffardo e risponde all’antichissima legge del ‘chi sbaglia paga’, e allora dopo l’ennesimo tentativo andato a vuoto (incornata di Mancini su corner di Pellegrini fuori di un soffio al 34’), ecco il gol della Polonia: fallo ingenuo di Barella, punizione dal limite di Kownacki che trova la barriera e ribattuta vincente in pregevole girata di Bielik, con Meret non impeccabile nel tentativo di parata. L’Italia, scossa per la mazzata ma ancora in piedi, risponde con grinta allo svantaggio e al 45’ va subito a prendersi il pareggio: scatto in profondità di Orsolini che supera in dribbling un paio di avversari, converge sul sinistro e lascia partire una sassata letale che bacia il palo e termina nel sacco. Tutto bellissimo e incredibilmente appagante per i tifosi rossoblù, se non fosse per la posizione di fuorigioco rilevata da guardalinee e VAR, che annullano la rete e mandano le squadre negli spogliatoi con la Nazionale biancorossa in vantaggio.
Come prevedibile, la ripresa si apre con i padroni di casa all’assalto (nell’intervallo dentro Kean al posto di Orsolini, dolorante per una botta alla spalla), e già al 6’ Pellegrini sfiora l’1-1 con una girata su sponda area di Cutrone che non inquadra il bersaglio grosso. Al 7’ va invece in scena l’azione più spettacolare del match: lancio col contagiri di Mandragora per Chiesa, volée mancina in corsa e risposta da campione di Grabara. Sull’angolo successivo, doppio tentativo di Bastoni senza fortuna, prima di testa e poi di piede. Al 20’ la Polonia, tutta rintanata nella propria metà campo, rischia addirittura di raddoppiare in contropiede, ma per fortuna di Meret il tiro di Kownacki da posizione favorevole è debolissimo. L’offensiva azzurra può quindi ripartire, ma la serata sembra davvero stregata: al 30’ Pellegrini coglie un clamoroso incrocio dei pali dalla distanza, e due minuti dopo Cutrone non riesce ad impensierire Grabara su cross basso di un vivace Kean.
Nel finale Di Biagio, che in precedenza aveva sostituito Mandragora con Tonali, manda sul rettangolo verde anche Zaniolo, ma l’impatto del numero 8 è impalpabile e di occasioni degne di questo nome neanche l’ombra, fra palloni buttati in mezzo alla rinfusa e percussioni stoppate dalla muraglia polacca. I minuti, anche i quattro di recupero, scorrono via rapidi, lo stadio inizia a rassegnarsi e la partita si spegne senza ulteriori sussulti, decretando la dolorosa sconfitta dell’Italia. Notevoli i passi indietro rispetto alla sfida vinta 3-1 con la Spagna, ma nonostante una prestazione non esaltante Chiesa e compagni avrebbero senza dubbio meritato quantomeno il pareggio, contro una squadra solida, organizzata e intelligente ma quasi mai pericolosa in avanti. Il verdetto del campo, però, va accettato, e adesso per passare il turno (da miglior seconda o da prima del girone, qualora la Polonia dovesse perdere) si dovrà obbligatoriamente battere il Belgio e aggrapparsi alla differenza reti.

IL TABELLINO

ITALIA (4-3-3): Meret; Adjapong (36’ st Zaniolo), Mancini, Bastoni, Dimarco; Barella, Mandragora (12’ st Tonali), Pellegrini; Orsolini (1’ st Kean), Cutrone, Chiesa.
A disp.: Audero, Montipò, Calabresi, Pezzella, Bonifazi, Bonazzoli, Romagna, Locatelli, Murgia.
C.t.: Di Biagio

POLONIA (4-5-1): Grabara; Fila, Wieteska, Bochniewicz, Pestka; Jagiello (10’ st Michalak), Bielik, Dziczek, Zurkowski, Szymanski; Kownacki (31’ st Buksa).
A disp.: Lis, Loska, Placheta, Piotrowski, Swiderski, Wdowiak, Jonczy, Jozwiak, Tomczyk, Gumny.
C.t.: Michniewicz

Arbitro: Kulbakov (Bielorussia)
Ammoniti: 4’ st Dziczek (P), 14’ st Kownacki (P), 42’ st Zaniolo (I), 44’ st Buksa (P)
Espulsi:
Marcatori: 40’ pt Bielik (P)
Recupero: 2’ pt, 4’ st
Note: 26.890 spettatori 

CLASSIFICA GRUPPO A:
1. Polonia 6
2. Italia 3
3. Spagna 3
4. Belgio 0

Spagna-Belgio 2-1 (7’ pt Olmo, 44’ st Fornals – 24’ pt Bornauw)

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