Verdi da Coverciano:

Verdi da Coverciano: “Bologna è il mio presente e il mio futuro”

Simone Verdi, assieme agli atalantini Andrea Petagna e Leonardo Spinazzola, è intervenuto oggi in conferenza stampa dal ritiro azzurro della Nazionale a Coverciano. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le sue dichiarazioni.

Il saluto di Gigi Buffon «Fino all’altro giorno potevamo vedere i campioni azzurri solo in televisione. Quando l’altra mattina è venuto Buffon a salutarci, ci è venuta la pelle d’oca».

Il rapporto con il c.t. Giampiero Ventura «Ho lavorato un anno e mezzo a Torino con il mister. I concetti di gioco sono gli stessi, le giocate che chiedeva allora le chiede anche adesso. Per questione di tempo ci vuole maggiore concentrazione, ci sono meno giorni per provare le cose. Io non ho mai avuto problemi con lui in passato, ero ancora un ragazzino, ho trovato poco spazio ma la colpa era mia. Proprio Ventura mi cercò per portarmi al Toro, ha sempre creduto in me, avevo solo bisogno di tempo per mettere su qualche chilo e giocare a certi livelli. L’anno successivo la squadra andò bene e non c’era più bisogno di cambiarla. Juve Stabia, Empoli e Carpi mi sono servite molto per crescere, anche a livello di testa».

Il Bologna, presente e non solo «A Bologna abbiamo l’obiettivo di arrivare il più in alto possibile, nessuno pensa di essere già in salvo. A luglio di quest’anno ho firmato un quadriennale, il mio presente è questo e il mio futuro, anche. Ho voglia di onorare questo contratto».

Ringraziamenti «Tutti mi hanno insegnato qualcosa. È normale che debba ringraziare mister Donadoni perché sto lavorando con lui, ma anche tutti gli allenatori che ho avuto in precedenza».

La convocazione «L’ho saputo sabato pomeriggio, ma c’era Bernardeschi e pensavo di non essere stato convocato. Dopo l’infortunio non ho fornito grandi prestazioni, è stata una notizia un po’ inaspettata. Un’emozione talmente grande che… non sapevo come prenderla».