Di Francesco:

Verdi: “Stando larghi il rientro è previsto a fine gennaio. Mi mancano le emozioni delle partite”

La palla, ma solo per gli esercizi, l’elastico, per stimolare la tonicità muscolare, e la cyclette. Oltre al lavoro degli specialisti che gli coccolano la caviglia in cui chiaramente si vedono i segni dell’intervento. Dalla scorsa settimana sono questi i fedeli compagni di Simone Verdi, che dopo l’operazione di una ventina di giorni fa sta lavorando all’Isokinetic. Oggi il numero 9 rossoblù – che domenica, con tanto di stampelle, era allo stadio per seguire la gara con il Palermo – si è raccontato ai microfoni della web tv ufficiale del Bologna: «Ho iniziato lo scorso giovedì con due sedute al giorno. Per stare larghi, il rientro è previsto intorno alla fine di gennaio. Se poi le cose si svilupperanno positivamente e riusciremo ad accorciare un po’ i tempi, ancora meglio. Da fuori la partita si vive in modo diverso, e per come sono fatto io la cosa che mi manca di più è stare in mezzo ai compagni e vivere le emozioni, positive o negative, delle partite. Questo mi manca e sto cercando di lavorare per tornare il più presto possibile».
L’infortunio ha tolto a Verdi la maglia azzurra, ma lui guarda comunque al lato positivo: «Sono dispiaciuto per quello che mi successo, anche per la Nazionale ma quelle sono cose che si conquistano con la maglia del club. Sono rammaricato perché stavo facendo bene e volevo continuare a fare bene per questa maglia, che è quella che mi ha dato fiducia quest’anno, questo è il dispiacere più grosso. Mi manca stare con i miei compagni, viverli tutti i giorni e vivere lo spogliatoio. Non posso fasciarmi la testa, devo continuare a lavorare per tornare il prima possibile».
E i tifosi non mancano di fargli sentire affetto e sostegno: «Anche dopo l’infortunio ho ricevuto tantissimi messaggi, e di questo li ringrazio perché mi stanno facendo vedere quanto mi vogliono bene. Ora sta a me ricambiare la fiducia che ripongono in me». E scatta un videomessaggio di un gruppo di bambini al Dall’Ara, che gli urlano: «Forza Verdi!». E il fantasista: «Sono cose che emozionano, soprattutto quando fatte da un bambino, che come si dice sono anime pure. È una cosa bellissima. Quando ero piccolo avevo degli idoli, ora essere io un idolo per loro mi fa veramente piacere e sono orgoglioso di questo».