Winterling:

Winterling: “Dobbiamo valorizzare e coltivare la passione per il Bologna. Cercheremo di crescere all’estero, ma la priorità resta il territorio”

Qualche giorno fa il sito italiano della prestigiosa rivista Fortune ha pubblicato un’interessante intervista a Christoph Winterling, direttore Marketing e Commerciale del Bologna FC 1909. Nato a Kulmbach (Germania) nel 1972 e laureato presso la Business School di Monaco di Baviera, ‘Chris’ in carriera ha già ricoperto ruoli analoghi in Sportfive, Siemens Mobile, Adidas Italia e AS Roma, prima di approdare a Casteldebole nell’ottobre 2014 sotto la presidenza di Joe Tacopina. Rispondendo alle domande del collega Francesco Chierchia, Winterling analizza i recenti segnali di ripresa del calcio italiano, affrontando l’argomento in maniera globale e raccontando anche il ‘modello Bologna’, tra partnership col territorio e sviluppo internazionale del business. Ecco un lungo estratto in cui si parla, tra presente e futuro, della società rossoblù:

Il Bologna rappresenta un caso ‘virtuoso’, una società improntata allo sviluppo del marchio sul territorio, ma con una proprietà internazionale. A quale modello vi ispirate? «Non c’è un modello a cui ci ispiriamo, a dire la verità. Nonostante il Bologna abbia una proprietà internazionale, canadese per esser precisi, in questa prima fase abbiamo deciso di investire molto sul territorio, rafforzando il legame con la gente e gli imprenditori locali. Questo perché vogliamo prima di tutto legare con loro. La gente ha una grande passione per il Bologna, che dobbiamo valorizzare e coltivare. Sperando anche di esser supportati dai risultati sportivi, cercheremo poi di crescere all’estero, ma la priorità resta il territorio. Per noi è fondamentale».

Il Bologna, inoltre, è una delle poche realtà in Italia dove il modello sponsor ha lasciato il passo al modello partner, più internazionale con un posizionamento di attivazione globale. Ce ne può parlare? «La parola ‘partner’ racconta quello che stiamo sviluppando. I partner sono le aziende locali interessate ad avere una visibilità nazionale, ma soprattutto a fare qualcosa per coinvolgere i propri dipendenti, dialogare con le loro famiglie. Per questo, abbiamo pensato ad una serie di strumenti che ogni azienda può scegliere sulla base delle sue necessità. Prima ascoltiamo loro, poi noi proponiamo collaborazioni personalizzate, sulla base delle loro esigenze. La grande differenza è proprio questa: il nostro progetto non punta solo a creare visibilità ma anche a ridare qualcosa al territorio. Per noi è un grande valore. Ad esempio, siamo la prima squadra in Italia ad aver lanciato il Kids Club: un programma per bambini, che permette loro di essere coinvolti nel mondo del Bologna, fare interviste, andare in campo, allenarsi ma non solo. Con il coinvolgimento dei nostri partner, diamo ai bimbi la possibilità di andare presso lo stabilimento della Granarolo, per vedere come si produce il latte, oppure presso quello del Parmigiano Reggiano. Stiamo poi pensando di realizzare un Senior Club. Oggi pochi pensano agli anziani che hanno più tempo e possibilità economiche dei ragazzi. Per questo, vorremmo creare un club per loro, dove organizzare eventi, tornei, fare incontri con i giocatori; e per questo siamo alla ricerca di partner che ci sostengano in questa iniziativa. E anche su questo saremmo i primi in Italia. Nei servizi che offriamo ai nostri partner c’è anche lo stadio, che mettiamo a disposizione durante tutta la settimana: le aziende possono usufruire della struttura, fare riunioni negli spogliatoi, fare eventi per la presentazione dei loro prodotti. Siamo l’unica squadra in Italia a dare la possibilità ai partner di esser presenti, a bordocampo, su pannelli fissi, in seconda fila, con i colori rosso o blu della nostra squadra, e la scritta del partner in bianco. Un’idea, proveniente dalla Bundesliga, che rafforza il legame di appartenenza alla squadra, in maniera esteticamente neutra. In più, cerchiamo di coinvolgere i partner per le nostre iniziative di beneficenza e di supporto al territorio».

Avete di recente sviluppato anche le pubblicità virtuali. Di cosa si tratta e che potenzialità presentano? «Quello delle pubblicità virtuali è un tema interessante. Nello stadio, dietro le panchine e le porte, abbiamo lanciato le pubblicità virtuali, ossia immagini che appaiono solo in TV e differenziate rispetto al pubblico destinatario. In Europa appare uno sponsor, in America, sempre negli stessi spazi, un altro. Questo permette di rivolgerci a marchi globali e, soprattutto per i club internazionali, rappresenta sicuramente una grande opportunità di business».

Quali elementi sono stati decisivi per la crescita del vostro ticketing? «Il nostro ticketing è cresciuto dell’80% negli ultimi tre anni. Uno dei motivi di questa crescita è stato sicuramente un aumento dell’offerta di servizi, soprattutto per famiglie e bambini. Per loro è stato creato un Kid’s Stand, dove i bambini e le loro famiglie non hanno solo un settore della tribuna dedicato, ma anche prezzi scontati, ingresso riservato, la possibilità di incontrare giocatori, fare foto con loro sotto la tribuna prima dell’inizio della partita, e uno spazio food and beverage, con prodotti per i bimbi, quindi con gelati, succhi di frutta e non birra, ad esempio. Un altro dei motivi è che abbiamo ampliato le attività all’interno dello stadio, con l’obiettivo di offrire non solo l’emozione dei 90 minuti ma far vivere alla gente un pomeriggio speciale. Per questo abbiamo cablato lo stadio intero con il wi-fi, abbiamo installato sotto le tribune i maxischermi e abbiamo allestito, fuori dallo stadio, un villaggio per bambini. Inoltre stiamo provando a coinvolgere artisti, per farli esibire dentro lo stadio, e cheerleaders. Stiamo infine pensando di fare altrettanto con gli anziani, dedicando loro uno spazio della tribuna, con servizi ad hoc. Ogni domenica cambiamo il nostro programma puntando a migliorare le forme di intrattenimento e offrire ai nostri tifosi la miglior esperienza possibile. Tutto questo ha avvicinato di più le persone allo stadio. In futuro, vogliamo dare la possibilità ai tifosi di vedere, in diretta, sul proprio telefonino gli highlights, di andare avanti e indietro con un dito per rivedere un’azione, un fuorigioco, un rigore».

Fonte e foto: fortuneita.com