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Rassegna stampa 23/08/2017

Zanetti: “Il Bologna sarebbe stato un costo enorme, sono contento che l’abbia preso Saputo”

Sono passati ormai due anni da quando il mondo rossoblù si è capovolto, ovvero da quando i soci del club hanno dato via libera alla cordata nordamericana. Si era trattato di scegliere tra Joe Tacopina e Joey Saputo da una parte, e Massimo Zanetti dall’altra, che pure il club lo aveva rilevato e una partita, quella con il Vicenza, l’aveva anche vista allo stadio nelle vesti di presidente rossoblù proprio accanto ad Albano Guaraldi e Luca Baraldi. Ieri a Cesena, in occasione dell’inaugurazione del Polo Romagna della Segafredo, Zanetti è tornato praticamente per la prima volta a parlare di quei giorni. Nessun rammarico delle sue parole, anzi, Zanetti sostiene che «da devoto di San Pio X credo che mi abbia messo una mano sulla testa e mia abbia salvato». I conti sono presto fatti: «Avevo sempre sostenuto che sarebbero serviti 30-40 milioni, da quello che sento dire Saputo è arrivato già a 100. Magari con meno dirigenti si sarebbe potuto spendere qualcosa meno, ma i soldi servivano davvero». Insomma, in sintesi: «Il Bologna sarebbe stato un costo enorme, sono contento che l’abbia preso Saputo».
Zanetti però non manca di ricordare che lui il Bologna comunque lo aveva preso, e ha rimarcato anche come: «Io l’avevo acquistato il club. A Treviso vennero Guaraldi e Morandi, che scrisse il documento sulla mia scrivania con le loro firme: valeva l’80% delle quote del Bologna. Poi i piccoli azionisti vollero Tacopina e Saputo, ci fu una sommossa popolare e io alla fine sono felice che lo abbia preso Saputo e che la squadra vada bene. Per me era un costo enorme e non è un rammarico». Quindi l’ammissione: «Non sono un tecnico, uso lo sport come veicolo pubblicitario per le mie aziende. Lo aiuto con sponsorizzazioni ma il mio mestiere è il caffè. La mia prima responsabilità è remunerare gli azionisti. Ma il Bologna l’avevo preso».