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Il 1° premio 'Cuore Rossoblù' a Mimmo Maietta:

Il 1° premio ‘Cuore Rossoblù’ a Mimmo Maietta: “Sarò sempre legato a Bologna e ai suoi tifosi, ho fatto mia la loro passione”

Ieri sera, nell’affascinante cornice del giardino termale delle Terme Felsinee, si è svolta la presentazione del libro ‘Cuore Rossoblù’, realizzato dal fotografo Damiano Fiorentini con la collaborazione del direttore di ZO Mattia Grandi. Il volume, che contribuirà al sostegno delle preziose finalità dell’associazione Bimbo Tu Onlus, è una carrellata di splendide istantanee che ripercorrono e raccontano da un’altra angolazione la stagione calcistica appena trascorsa. Nell’occasione, l’ex difensore del Bologna Domenico Maietta ha ricevuto il 1° premio ‘Cuore Rossoblù’, riconoscimento istituito quest’anno dalla testata giornalistica Zerocinquantuno per celebrare un giocatore, e ancor prima un uomo, capace di onorare i colori del club felsineo dentro e fuori dal campo. Mimmo, che ha ricevuto il riconoscimento dalle mani di Federico Monti, presidente del gruppo Mare Termale Bolognese, è stato ricoperto d’affetto dai tanti tifosi presenti e ha poi rilasciato alcune dichiarazioni (spalleggiato anche dallo storico fisioterapista del Bologna Luca Ghelli, «che tante volte mi ha rimesso in piedi»):

Uno di noi – «Non bastano due parole per spiegare cosa significa Bologna per me. Innanzitutto è amicizia con i tifosi. Questa sera avevo voglia di stringere le mani di ognuno e salutarli, perché li conosco quasi tutti di persona. Prima Damiano (Fiorentini, ndr) ha parlato di passione dicendo che io l’ho trasmessa alla piazza, ma in realtà è stato il contrario: l’ho vista nei bolognesi appena sono arrivato, l’ho fatta subito mia e, nonostante qualche problema fisico, ho sempre cercato di dare il massimo ed essere un esempio per questa gente, dentro e fuori dal campo».

Testa, cuore e attributi – «Posso raccontarvi un aneddoto relativo prima volta che venni a Bologna, nell’agosto di quattro anni fa, per firmare il contratto. Fuori da Casteldebole ci sono sempre una decina di anziani che vengono a guardare l’allenamento, uno mi chiamò e mi disse: “Siamo stufi di questa situazione, in campo vogliamo gente che faccia bene e ci aiuti a risalire, almeno voi non prendeteci per il c…”. Questa è stata l’accoglienza che mi ha dato Bologna, e io ho cercato di onorare ciò che mi disse quel signore per tutto il tempo che sono rimasto qua».

Per sempre rossoblù – «I campionati che ho vissuto a Bologna sono stati indimenticabili, bellissimi anche se duri. Penso soprattutto al primo di Serie B, visti i problemi societari non sapevamo nemmeno se saremmo arrivati ai playoff, invece alla fine abbiamo conquistato la promozione in A. Ma non c’è solo quel momento, tutti i tre anni e mezzo che ho vissuto qui sono stati fantastici, e io personalmente non sarei mai andato via: ho dovuto accettare la decisione di altri. Comunque, anche se non gioco più qua, praticamente ci vivo, sarò sempre legato a Bologna e ai suoi tifosi, ai quali auguro il meglio perché se lo meritano davvero».

Di nuovo in A – «Ho sempre sentito di poter dare qualcosa di importante alle squadre in cui militavo, anche ai tempi della Lega Pro: le sfide più belle sono quelle in cui alla fine sovverti i pronostici. Ora, ad esempio, grazie alla promozione appena centrata con l’Empoli ho dimostrato di poter stare bene in Serie A anche a 36 anni».

Via Maietta, crollo in classifica – «Il girone di ritorno del Bologna non riesco a spiegarmelo, considerando che per sei mesi abbiamo fatto un campionato importante. Questi giocatori, presi singolarmente, erano molto più attrezzati di tanti altri, però è andata così».

Super Pippo verso Bologna – «Inzaghi è un allenatore giovane e capace. Il suo Venezia è stata la squadra che ci ha dato più filo da torcere quest’anno, abbiamo vinto 3-2 a fatica. Quel giorno ho visto un gruppo molto fisico e completamente diverso dal Bologna attuale. Non so se sarà lui a sedersi sulla panchina rossoblù, ma se arriverà spero e gli auguro di fare veramente bene, anche perché secondo me la squadra ha qualità e deve solo lavorare sulla mentalità».

Ciao Verdi – «Sono sicuro che chi sostituirà Simone lo farà molto bene. In casa ci sono già giocatori validi come Di Francesco e Orsolini, e arriveranno rinforzi. Di leader ce ne sono anche altri, servono solo ambizione e serenità».

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