Bologna disarmante, la Fiorentina passa 1-2 al piccolo trotto: dodicesima sconfitta in campionato per i rossoblù

Bologna disarmante, la Fiorentina passa 1-2 al piccolo trotto: dodicesima sconfitta in campionato per i rossoblù

Il Bologna in cerca di rivalsa dopo l’ingiusta sconfitta rimediata a Napoli, con il chiaro intento di tornare nella parte sinistra della classifica. La Fiorentina, reduce da due pesanti sconfitte contro Sampdoria e Verona, per rialzare la testa e ritrovare credibilità agli occhi dei propri tifosi. Al Dall’Ara va in scena il derby dell’Appennino numero 146 nella storia e Donadoni, nonostante l’assenza dell’infortunato Verdi, propone un inedito 4-3-1-2 con Pulgar vertice basso di un centrocampo a rombo e Dzemaili a supporto della coppia d’attacco Destro-Palacio. Sul versante opposto Pioli, grande ex della sfida insieme al d.s. Corvino, riparte invece dal consueto 4-3-3 con Milenkovic al posto della squalificato Pezzella in difesa, Benassi e Veretout ai lati di Badelj sulla mediana e il tridente Chiesa-Simeone-Gil Dias in avanti.
Fin dalle prime battute la gara si sviluppa sui binari dell’equilibrio, con le due squadre intente soprattutto a studiarsi e a non concedere varchi agli avversari. Al 14’ una bella combinazione tra Poli e Destro libera sottomisura Dzemaili, la cui conclusione a botta sicura viene murata da Milenkovic, mentre al 17’ Chiesa ci prova dal limite ma il suo sinistro si perde a lato. Viola pericolosi anche al 21’, con una botta dalla distanza di Benassi neutralizzata in bello stile da Mirante, rossoblù che rispondono al 23’ con una poderosa percussione di Donsah chiusa però da un tiro-cross sbilenco.
Sul campo c’è poca lucidità e molta paura di sbagliare, serve quindi un episodio per sbloccare un equilibrio alquanto noioso. Lo trovano al 41’ gli ospiti, che si procurano un corner grazie ad un diagonale di Gil Dias deviato alla grande da Mirante: Veretout disegna una velenosa traiettoria che pizzica il palo, tocca la schiena di Mirante e termina nel sacco. La risposta dei felsinei? Immediata. Prima Destro controlla in area, si gira da campione e sfodera uno splendido mancino che Sportiello manda sulla traversa, poi al 44’ Pulgar calcia di potenza dalla bandierina e Sportiello smanaccia la sfera direttamente nella propria porta, dando il là al secondo incredibile gol del match. Si va così al riposo sull’1-1, e nel complesso è gusto così.
La ripresa, se possibile, è ancora più soporifera, e il Bologna sempre più impalpabile col passare dei minuti. Non che il gioco della Fiorentina sia esaltante, ma l’undici di Pioli si fa nettamente preferire sul piano della compattezza, dell’attenzione e soprattutto della fame, elemento sempre richiesto in conferenza stampa da Donadoni e troppo spesso non presente nelle prestazioni dei suoi ragazzi. In avvio Mirante è molto bravo a stoppare Gil Dias in uscita bassa, poi al 7’ Simeone si libera bene all’altezza del dischetto ma batte a rete debolmente. Al 23’ ecco allora la coraggiosa mossa del tecnico rossoblù per provare a vincere la partita: dentro Orsolini, benissimo, ma fuori Destro, il migliore dei suoi e l’unico apparentemente in grado di creare qualche grattacapo a Sportiello.
È l’inizio della fine, perché al 26’ Chiesa si invola sulla fascia, converge al centro, fa sedere Helander e De Maio come due sudditi e di sinistro trafigge Mirante per il 2-1. I felsinei stavolta non reagiscono, e l’unica vera occasione per il pareggio è di fatto un regalo di Badelj, che alla mezzora serve involontariamente Palacio: l’argentino si presenta davanti al portiere, lo salta ma si allarga troppo e con scarsa coordinazione spara alle stelle. Da lì in poi, fatta eccezione per qualche lampo di Orsolini, che mette in mezzo un paio di palloni invitanti sui quali nessuno riesce ad intervenire, lo scenario è di una desolazione sconcertante. I toscani tengono palla quasi indisturbati e vedono lo striscione del traguardo sempre più vicino, i padroni di casa si giocano anche le carte Di Francesco e Avenatti (esordio in Serie A per lui) ma ormai è troppo tardi.
Di fronte alla sesta sconfitta casalinga del Bologna, addirittura la dodicesima in campionato, ci sarebbe tanto da dire, ma probabilmente sarebbe come ascoltare un disco rotto. Sempre gli stessi errori, sempre gli stessi limiti, sempre la stessa mediocrità, e rimane inspiegabile il motivo per cui una società solida, organizzata e ambiziosa continui ad accettare tutto ciò senza muovere un dito. Sul campo, ormai da tre anni, va in scena un bruttissimo film che nessuno ha il coraggio (o le competenze, perché a questo punto il dubbio è lecito) di stoppare, e a doverselo sorbire sono quegli stessi tifosi reduci da stagioni piene di nefandezze e bocconi amari. A livello di rosa, pur con qualche lacuna di troppo in difesa, il potenziale per rientrare nella parte sinistra della classifica sembrava e sembra ancora esserci, ma la sensazione è che quest’oggi il solito Bologna targato Donadoni abbia ufficialmente iniziato la sua immancabile e inarrestabile corsa verso il quindicesimo posto. Ma evidentemente al signor Saputo, ovvero colui che mette i soldi (e anche tanti), sta bene così.

IL TABELLINO

BOLOGNA (4-3-1-2): Mirante; Mbaye, De Maio, Helander, Masina; Donsah (31’ st Di Francesco), Pulgar, Poli (40’ st Avenatti); Dzemaili; Destro (23’ st Orsolini), Palacio.
A disp.: Ravaglia, Santurro, Gonzalez, Krafth, Torosidis, Crisetig, Nagy, Krejci, Falletti.
All.: Donadoni

FIORENTINA (4-3-3): Sportiello; Laurini (1’ st B. Gaspar), Astori, Milenkovic, Biraghi; Benassi, Veretout, Badelj; Chiesa, Simeone (23’ st Falcinelli), G. Dias (34’ st V. Hugo).
A disp.: Cerofolini, Dragowski, M. Olivera, Cristoforo, Dabo, Eysseric, Saponara, Thereau.
All.: Pioli

Arbitro: Doveri di Roma
Ammoniti: 19’ st Mbaye (B), 37’ st Biraghi (F), 38’ st Poli (B)
Espulsi:
Marcatori: 41’ pt aut. Mirante (F), 44’ pt Pulgar (B), 26’ st Chiesa (F)
Recupero: 1’ pt, 5’ st
Note: 19.301 spettatori

© Riproduzione Riservata