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Bologna molle e impreciso, l’Atalanta si impone 2-0

L’Atalanta per ritrovare una vittoria che manca dallo scorso 6 dicembre e allontanarsi dalla zona calda della classifica, il Bologna per rialzare la testa dopo la sconfitta di San Siro e chiudere una volta per tutte i conti con la salvezza. Reja schiera i suoi uomini con un inedito 4-2-3-1 sorretto in mediana dalla coppia Cigarini-De Roon, con Diamanti, Kurtic e Gomez alle spalle dell’unica punta Pinilla. Sul versante opposto, Donadoni effettua diversi cambi rispetto alla sfida contro l’Inter, con Morleo, Brighi, Brienza e Floccari al posto di Masina, Donsah, Taider e Destro, quest’ultimo fermo ai box per circa un mese. Tanti gli ex di giornata, a partire proprio dai due allenatori.
Ritmi bassi nel primo tempo, con i padroni di casa che provano a fare la partita e nei primi venti minuti si rendono pericolosi in un paio di occasioni: in avvio, con un colpo di testa di Gomez da sottomisura troppo debole e centrale, e al 17’, con un’inzuccata di Stendardo su punizione di Diamanti che si perde a lato di un soffio. Il Bologna, fino a quel momento molle, lento e rinunciatario, inizia a mettere la testa fuori e guadagna una serie di corner, ma al primo contropiede degno di nota viene punito. Al 26’ Diamanti si invola sulla destra, salta secco Gastaldello e serve al centro l’accorrente Gomez, che insacca a porta sguarnita.
La reazione dei rossoblù, seppur non veemente, arriva subito, e culmina al 33’ con un gol annullato a Maietta per fuorigioco su azione da calcio d’angolo. Ora sono gli ospiti a farsi preferire, al 42’ Masiello colpisce in area Giaccherini con un calcio ma l’arbitro Giacomelli lascia correre, cosa che purtroppo fa anche nel recupero, quando l’Atalanta raddoppia: netta spallata di Pinilla a sbilanciare Maietta, palla nel mezzo per Diamanti e sinistro all’angolino del fantasista toscano. Si va quindi al riposo e i gol da recuperare sono due, un parziale decisamente ingiusto per quanto visto in campo.
Nell’intervallo Donadoni sostituisce Brienza con Mounier, e a livello di atteggiamento la squadra risponde alzando il proprio baricentro e prendendo in mano le redini del match. Gli scambi nello stretto aumentano e sono più rapidi, i ritmi salgono e le occasioni da rete iniziano finalmente ad arrivare. La prima al 14’ con un tiro-cross di Morleo deviato da Masiello e neutralizzato alla grande in tuffo da Sportiello, la seconda al 16’ con una rasoiata mancina di Mounier rimpallata da Stendardo, la terza al 18’ con un sinistro di Floccari da sottomisura respinto ancora in bello stile da Sportiello, e la quarta con un’incornata di Mbaye che il portiere orobico trattiene in due tempi.
È un pomeriggio brutto e maledetto, la palla sembra non voler entrare, e allora ecco che l’Atalanta ne approfitta per provare a chiudere i conti: al 31’ Gomez, il migliore dei suoi, entra in area di rigore, Gastaldello lo ostacola in scivolata colpendo innanzitutto il pallone ma Giacomelli concede il penalty. Dal dischetto si presenta Pinilla, che però si fa ipnotizzare da Mirante, bravo ad allungarsi sulla sua destra e a respingere la botta dell’attaccante cileno. Sembra possa esserci spazio per un ultimo assalto felsineo, grazie anche alla vivacità del neo entrato Masina, ma fra il 33’ e il 41’ prima Mbaye (entrata scomposta su Gomez, rosso diretto) e poi Gastaldello (fallo da dietro ancora sul ‘Papu’ e secondo giallo) vengono espulsi e fanno scendere i titoli di coda sulla partita.
Finisce così, con un 2-0 un po’ troppo severo ma che comunque premia un’Atalanta più ordinata e più cinica nei momenti chiave dell’incontro. Un altro passo indietro per i rossoblù, che nonostante un secondo tempo discreto sembrano aver staccato la spina della concentrazione con qualche settimana di anticipo. Il leggero turnover operato da Donadoni non ha pagato, e la sensazione è che sul piano sia fisico che mentale la sosta pasquale capiti decisamente a puntino. Fare drammi adesso, con ancora otto giornate a disposizione e con la salvezza matematica a circa una vittoria di distanza, dimenticando le sofferenze di inizio stagione e la splendida rimonta effettuata, non avrebbe senso. Però attenzione, guai a fermarsi, guai a tirare i remi in barca, per non rischiare di trasformare una meritata passerella d’onore (condita magari da un piazzamento nelle prime dieci) in un periodo pieno di dubbi e ansie. Avanti Bologna, dipende solo da te.

IL TABELLINO

ATALANTA (4-2-3-1): Sportiello; Masiello, Paletta, Stendardo, Dramé; De Roon, Cigarini; Kurtic (27’ st Migliaccio), Diamanti (8’ st Raimondi), Gomez (44’ st D’Alessandro); Pinilla.
A disp.: Bassi, Brivio, Cherubin, Conti, Djimsiti, Freuler, Borriello, Gakpé, Monachello.
All.: Reja

BOLOGNA (4-3-3): Mirante; Mbaye, Gastaldello, Maietta, Morleo (26’ st Masina); Brighi, Diawara, Brienza (1’ st Mounier); Rizzo (19’ st Acquafresca), Floccari, Giaccherini.
A disp.: Da Costa, Stojanovic, Ferrari, Oikonomou, Zuniga, Crisetig, Donsah, Pulgar, Taider.
All.: Donadoni

Arbitro: Giacomelli di Trieste
Ammoniti: 43’ pt Pinilla (A), 5’ st Giaccherini (B), 7’ st Rizzo (B)
Espulsi: Mbaye (B) al 33’ st, Gastaldello (B) per doppia ammonizione al 32’ st e 41’ st
Marcatori: 26’ pt Gomez (A), 46’ pt Diamanti (A)
Recupero: 1’ pt, 3’ st
Note: al 33’ st Mirante (B) para un rigore a Pinilla (A)

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