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Il Bologna si sveglia troppo tardi, la Lazio passa 2-1 al Dall'Ara

Il Bologna si sveglia troppo tardi, la Lazio passa 2-1 al Dall’Ara

Il Bologna per rialzare la testa dopo il k.o. di Bergamo e continuare nel proprio percorso di crescita, la Lazio per volare sempre più in alto e non smettere di stupire, al Dall’Ara va in scena una sfida che si preannuncia spettacolare e divertente. Donadoni, orfano di un leader per reparto viste le assenze di Gonzalez, Poli (quantomeno in panchina) e Palacio, prosegue nel solco del 4-3-3 affidando le chiavi della regia a Crisetig, con De Maio al fianco di Helander in difesa e Destro unica punta supportato da Verdi e Krejci. Dall’altra parte Inzaghi, privo di Wallace, Basta e del lungodegente Felipe Anderson, presenta il consueto 3-5-1-1 con Marusic e Lulic sulle corsie laterali e Luis Alberto alle spalle del capocannoniere Immobile. Ad aprire la serata le candide  e potenti parole di Anna Frank, per ricordare a tutti di quanto l’Amore sia immensamente più grande e più forte dell’Odio, anche se il mondo di oggi tenta in tutti i modi di dimostrare il contrario.
I biancocelesti partono fortissimo e al 4′ sono già in vantaggio con Milinkovic-Savic, che riceve un cross basso di Lulic a centro area e fa secco Mirante di piatto destro. È soltanto l’inizio di un dominio che proseguirà per tutto il primo tempo, con il gentile aiuto di un Bologna troppo svagato, molle e impreciso. Al 17′ Immobile si presenta a tu per tu con Mirante, lo salta ma da posizione defilata calcia sul palo, poi al 18′ Masina stende in area Milinkovic e l’arbitro Massa assegna il penalty, che però Immobile spedisce di nuovo sul montante. Ma non è finita, perché al 28′ Luis Alberto lancia lungo per Lulic, Mirante e Krafth combinano un pasticcio e il bosniaco ne approfitta per depositare la sfera nel sacco di testa.
La Lazio, non paga del 2-0, continua a spingere, e dopo una serie di velenose ripartenze pizzica l’ennesimo legno con Immobile al 36′, grazie anche ad una provvidenziale deviazione col piede di Mirante. E la conta dei pali prosegue al 38′, quando il brasiliano Lucas Leiva non riesce a gonfiare la rete da due passi su corner di Luis Alberto. L’unico squillo dei rossoblù, che al 42′ sostituiscono uno spento (e forse acciaccato) Donsah con il redivivo Nagy, è un tiro fiacco di Destro da sottomisura controllato senza alcun affanno da Strakosha al 40′, nient’altro. Nel complesso, quindi, c’è da ringraziare che all’intervallo il passivo non sia ben peggiore.
Nella ripresa, per fortuna, è tutto un altro Bologna, che al 5′ rientra subito in partita con un traversone di Nagy che Lulic, nel tentativo di anticipare Pulgar, devia alla spalle del proprio portiere. 1-2, e i ragazzi di Donadoni iniziano a credere nella rimonta, sfiorando il pareggio già al 12′ con un con un’inzuccata di De Maio che non inquadra il bersaglio grosso. Adesso sono i padroni di casa a tenere in mano le redini del match, pur non riuscendo quasi mai ad impensierire seriamente Strakosha. Falletti al 25′ (esordio assoluto in Serie A per l’uruguaiano) e Okwonkwo al 35′ rilevano rispettivamente Crisetig e Krejci, entrambi positivi dopo diverse settimane senza giocare, e nell’ultimo quarto d’ora i rossoblù costringono De Vrij e compagni nella propria trequarti, fatta eccezione per una clamorosa occasione sprecata da Parolo al 44′, facendo gridare al gol i tifosi con un paio di pericolose conclusioni dalla distanza di Verdi e dello stesso Okwonkwo.
Il punteggio purtroppo non cambia più e la Lazio se ne va da Bologna con i tre punti in tasca, ma è la metamorfosi dei rossoblù sul piano della tempra e dell’atteggiamento a far ben sperare per il prossimo futuro, dopo la preoccupazione vissuta nel corso della prima frazione, quando sembrava di vedere all’opera la squadra dello scorso anno. Tutto ciò dovrà servire di lezione a Donadoni e ai suoi ragazzi, che domenica a Roma sponda giallorossa ritroveranno alcune pedine importanti ma soprattutto saranno chiamati a mettere in campo la stessa intensità e la stessa concentrazione per tutti i novanta minuti.

IL TABELLINO

BOLOGNA (4-3-3): Mirante; Krafth, De Maio, Helander, Masina; Pulgar, Crisetig (25′ st Crisetig), Donsah (42′ pt Nagy); Verdi, Destro, Krejci (35′ st Okwonkwo).
A disp.: Da Costa, Ravaglia, Brignani, Maietta, Poli, Valencia, Di Francesco, Petkovic.
All.: Donadoni

LAZIO (3-5-1-1): Strakosha; Bastos, De Vrij, Radu; Marusic (44′ st Patric), Milinkovic-Savic S., L. Leiva, Parolo, Lulic (19′ st Lukaku); L. Alberto (28′ st Nani); Immobile.
A disp.: Guerrieri, Vargic, L. Felipe, Di Gennaro, Jordao, Murgia, Caicedo.
All.: Inzaghi

Arbitro: Massa di Imperia
Ammoniti: 19′ pt Masina (B), 10′ st Bastos (L), 27′ st Radu (L), 40′ st Falletti (B)
Espulsi:
Marcatori: 4′ pt Milinkovic-Savic (L), 28′ pt Lulic (L), 5′ st aut. Lulic (B)
Recupero: 1’ pt, 4’ st
Note: 20.070 spettatori

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