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Bologna, un altro passo indietro: l'Udinese passa all'ultimo tuffo

Bologna, un altro passo indietro: l’Udinese passa all’ultimo tuffo

L’Udinese non sorride da quattro partite, il Bologna è reduce dalla buona prova in Coppa Italia contro il Verona ma in campionato ha vinto solo due delle ultime dieci gare. Nonostante entrambe le squadre, a questo punto della stagione, si aspettassero di ritrovarsi un po’ più in alto in classifica, devono ora scendere a patti con la loro attuale condizione. Lo si nota specialmente in avvio, con entrambe le formazioni (schierate secondo uno speculare 4-3-3) molto contratte imprecise.
A faticare di più è il Bologna, anche se è proprio dei rossoblù la prima vera occasione da gol: al 6′ Krejci pennella dalla sinistra una palla pericolosa, Destro vi si avventa con l’istinto del bomber ma, anche disturbato da Taider, la spara alta da pochi metri. L’Udinese tiene quasi sempre fra i piedi il pallone, ma per dieci minuti fatica a creare qualcosa di pericoloso, finchè al 15′ Kums attira su di sé l’attenzione di un paio di avversari e mette Thereau davanti alla porta, con il francese che in maniera abbastanza clamorosa strozza troppo il suo mancino e permette a Mirante bloccare in tutta sicurezza.
I padroni di casa prendono coraggio e nella seconda metà del primo tempo il Bologna si perde due volte Zapata nell’area piccola, lasciandolo libero di impattare di testa: al 22′ il colombiano la incorna lenta e centrale, al 31′ spreca un’ottima palla crossata dalla sinistra da Samir mandandola sopra la traversa. Si arriva quindi all’intervallo senza ulteriori sussulti, anche se Thereau cerca un paio di volte di fare male al Bologna, ma le sue conclusioni si rivelano innocue.
Ad inizio ripresa l’arbitro cerca inutilmente di incattivire la partita, iniziando a fischiare qualsiasi intervento e a sventolare cartellini gialli, finendo per spezzettare una frazione di match già di per sé poco avvincente. Passano pochi minuti e Pulgar, notoriamente infiammabile, si dimostra recidivo: già ammonito, al 21′ entra inutilmente da dietro su un avversario a centrocampo e Pasqua gli mostra il secondo giallo. Il Bologna si ritrova così in dieci uomini per l’ennesima volta in stagione, e anche questa volta si ha l’impressione che l’inferiorità si sarebbe potuta evitare con un po’ più di maturità, da parte del cileno, e di accortezza da parte di mister Donadoni, che conosce il suo mediano e avrebbe dovuto sostituirlo dopo la prima ammonizione. I felsinei si dispongono allora con il 4-4-1, ma sembrano subito iniziare a soffrire l’uomo in meno: al 27′ piove l’ennesimo cross in area e ancora una volta Zapata grazia Mirante.
Cinque minuti dopo, grande occasione per i friulani: Perica è bravissimo a liberarsi al limite dell’area ma sbaglia il più classico dei rigori in movimento, non riuscendo a calibrare la forza del tiro. La palla finisce sul fondo, mentre la testa del frustrato Perica sul viso di Maietta, colpevole soltanto di averlo contratto al momento del tiro. L’arbitro, comunque, decide di soprassedere. Al minuto 36 una punizione dalla trequarti mette i brividi ai rossoblu: la palla arriva tagliata in area, nessuno la tocca e si spegne di poco a lato, con Thereau leggermente in ritardo per l’impatto decisivo a pochi passi dalla porta. Due minuti più tardi il portierone del Bologna è invece miracoloso e con un piede salva un gol già fatto, strozzando l’urlo in gola a Perica, ancora una volta troppo libero di incornare un pallone in piena area. Il croato ci riprova anche al 42′, ma il suo tiro da fuori non può impensierire Mirante. Il gol dell’Udinese è però nell’aria e arriva proprio all’ultimo secondo: al 93′ il Danilo, perso alle sue spalle da Torosidis, gira in mezza rovesciata dalla destra un pallone che prima colpisce la traversa e poi si adagia beffardamente in rete.
In undici contro undici il Bologna sarebbe quasi sicuramente riuscito a strappare almeno un punto, e purtroppo non è la prima volta che ci troviamo a sottolinearlo. L’ingenuità di Gastaldello –  tanto per citare una delle numerose espulsioni raccolte fin qui – ci è costata un rigore contro e l’impossibilità di affrontare ad armi pari la Fiorentina. Oggi la sciocchezza di Pulgar ha orientato la partita verso i padroni di casa, sbloccando l’immobilità vista nel primo tempo, in cui il Bologna non aveva brillato ma non aveva mai nemmeno davvero sofferto.
Prima della partita di Coppa Italia, Riccardo Bigon aveva dichiarato come la salvezza del Bologna sarebbe da festeggiare a champagne. Gran parte della tifoseria aveva bollato le affermazioni del d.s. come troppo pessimistiche e forse lo farebbe ancora oggi, ma la classifica adesso dice che i rossoblù sono sopra solamente alle solite quattro, da tutti citate come le vere contendenti per la salvezza. Dopo le prime giornate di campionato, in seguito ad un buon inizio, erano stati in tanti a rammaricarsi per il successivo calo della squadra, incapace di operare il tanto agognato salto di qualità. Le ultime settimane sembrano addirittura averci invece riportato ancora più indietro con le lancette: nessun salto di qualità né eccessiva euforia, ma necessità di serrare le fila e mostrarsi soddisfatti del diciassettesimo posto. È davvero questa la crescita graduale tanto sbandierata dalla società?
Il calendario anziché andare avanti lentamente sembra essere tornato indietro di colpo, e i tifosi ricominciano a sentire le sabbie mobili sotto i piedi. Fare bottino pieno nelle prossime partite contro Empoli e Pescara non è più una speranza auspicabile quanto un obbligo, così come lo è diventato un mercato di gennaio convincente. Anche la pazienza dei tifosi del Bologna, pacatissimi per natura, ha un limite, e nelle ultime giornate la si è stuzzicata più del dovuto. Vicini alla squadra, sempre, ma urgono risposte immediate ad una tifoseria che non vorrebbe già rassegnarsi ad un altro anno di ansiosa mediocrità.

IL TABELLINO

BOLOGNA(4-3-3): Mirante; Torosidis, Oikonomou, Maietta, Masina; Taider, Pulgar, Dzemaili; Mounier (32′ st Mbaye), Destro (Floccari 40′ st), Krejci (10′ st Di Francesco).
A disp.: Da Costa, Ravaglia,  Ferrari, Krafth, Morleo, Donsah, Nagy, Viviani, Okwonkwo.
All.: Donadoni.

Udinese (4-3-3): Karnezis; Widmer, Danilo, Felipe, Samir; Fofana, Hallfredsson (25′ st Perica), Kums; De Paul (21′ st Badu), Zapata (40′ st Penaranda), Thereau.
A disp.: Perisan, Scuffet, Adnan, Angella, Faraoni, Heurtaux, Evangelista, Jankto, Matos.
All.: Delneri.

Arbitro: Pasqua di Tivoli.
Ammoniti: 34′ pt Hallfredsson (U), 10 ‘st Felipe (U), 11’ st Danilo (U)
Espulsi: Pulgar (B) per doppia ammonizione al 12′ e 22′ st
Marcatori: 48′ st Danilo (U)
Recupero: 1′ pt, 3′ st

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Foto: ansa.it