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Il Bologna vince meritatamente contro l'Hellas, 2-0 al Dall'Ara

Il Bologna vince meritatamente contro l’Hellas, 2-0 al Dall’Ara

Il Bologna conferma l’arcana regola che vorrebbe il ritiro medicina di tutti i mali. Non sapremo mai se c’è davvero un nesso tra i cinque giorni in hotel a Villanova e il 2-0 con cui i rossoblù hanno sedato le residue velleità di permanenza in A del Verona. Fatto sta che i tre punti sono arrivati, e pure con merito, grazie ad una punizione guadagnata e calciata da Verdi alla mezzora e ad un tap-in del subentrato Nagy a tunnel degli spogliatoi già srotolato. Molto altro si sarebbe potuto fare, per aggravare il passivo dei gialloblù, ma dal tridente offensivo varato da Donadoni (Verdi, Destro e Palacio insieme dal primo minuto) non si è potuto spremere di più. Merito di un portiere, Nicolas, che ha respinto quasi tutto, tranne appunto la punizione (non centralissima né potentissima) con cui Verdi ha eluso la barriera nel primo tempo.
Non dev’esser stato facile per Pecchia allenare una squadra palesemente avviata alla retrocessione con uno striscione a caratteri ciclopici della sua curva (“Pecchia vattene”). Ma il consiglio, probabilmente, non verrà seguito. Grazie all’undicesima vittoria stagionale, il Bologna si riporta in zona alta nella classifica dei poveri, a 38 punti, agganciando il Genoa, sempre però troppo lontano da quel Torino a quota 46. Il Verona è laggiù, a 25, ancora in corsa per l’aritmetica, ma non per quello che s’è visto in campo. Troppa imprecisione offensiva, molta faciloneria e poco mordente, se non dal subentrato Lee, che negli ultimi venti minuti ha procurato gli unici due sussulti a Mirante e compagni.
Il Bologna ha invece legittimato il suo bottino con un primo tempo ad alti livelli e un secondo di gestione poco spettacolare ma efficace. Donadoni, di sicuro, dirà che la partita andava chiusa prima, molto prima del gol di Nagy, buono solo per gli almanacchi. Ma né Destro né Palacio (laborioso ma poco lucido) hanno trovato pertugi interessanti. Si può dire quasi che la vittoria sia passata interamente per i piedi e le invenzioni di Verdi, un esterno offensivo trasformato all’occorrenza in terzino e playmaker aggiunto, partecipe in maniera pressoché totale delle iniziative offensive. La prima volta in cui il Verona ha superato la metà campo è stata al 18′, e questo la dice lunga sulla supremazia dei felsinei fino all’intervallo. Poi, come spesso succede, il Bologna ha abbassato il baricentro, consentendo al Verona non tanto di rendersi pericoloso, ma di poterlo far credere. Ragion per cui, ancora nei minuti di recupero finali, Fares poteva far impensierire il Dall’Ara con un tiro dai venti metri, di poco fuori. Occasione che pareggia il tentativo ravvicinato di Dzemaili, su cui il già citato Nicolas ha risposto alla grande. Vittoria non spettacolare, ma fondamentale per scacciare cattivi pensieri. Almeno fino a mercoledì.

BOLOGNA (4-3-3): Mirante; Mbaye, De Maio, Helander, Masina; Poli (30′ st Nagy), Pulgar (13′ st Crisetig), Dzemaili; Verdi, Destro, Palacio (39′ st Di Francesco).
A disp.: Da Costa, Ravaglia, Gonzalez, Krafth, Orsolini, Avenatti, Falletti, Romagnoli S., Keita.
All.: Donadoni

VERONA (4-3-3): Nicolas; Ferrari A., Caracciolo, Vukovic, Felicioli; Romulo (23′ Lee), Fossati (38′ st Matos), Valoti; Aarons, Cerci (15′ st Petkovic), Fares.
A disp.: Coppola, Silvestri, Laner, Zuculini, Tupta, Bearzotti, Souprayen, Danzi, Heurtaux.
All.: Pecchia

Arbitro: Abisso di Palermo
Ammoniti: 17′ pt Caracciolo (V), 20′ pt Pulgar (B), 17′ st Crisetig (B), 38′ st Palacio (B)
Espulsi:
Marcatori: 30′ pt Verdi (B), 49′ st Nagy (B)
Recupero: 0′ pt, 4′ st
Note: 19.172 spettatori

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