Rassegna stampa 27/09/2019

Da Santander a Santander, completata una vera impresa: il Bologna di Mihajlovic batte il Napoli 3-2 e chiude a 44 punti, record dell’era Saputo

Il Bologna per dare l’assalto al decimo posto e chiudere col botto, davanti ai propri tifosi, un campionato che quattro mesi fa pareva destinato al peggio. Il Napoli ormai secondo e senza particolari obiettivi, ma con la voglia di accorciare ancora un po’ il divario dalla capolista Juventus e guardare al futuro con ottimismo. È il Dall’Ara a fare da cornice all’ultimo match stagionale dei ragazzi di Mihajlovic (ricoperto di cori e striscioni carichi d’amore e riconoscenza), che per l’occasione sceglie Santander come centravanti nel suo 4-2-3-1, con Palacio e Orsolini ai suoi lati e Dzemaili al posto dell’acciaccato Poli in mediana. Sul versante opposto Ancelotti, orfano dei titolarissimi Koulibaly e Allan, prosegue nel solco del 4-4-2 con il grande ex Verdi e Insigne sulla fasce e il furetto tedesco Younes ad innescare Milik in attacco.
Nei primi venti minuti meglio gli ospiti, che con un rapido fraseggio palla a terra riescono ad arrivare al tiro in più di una circostanza: al 9’ sinistro secco di Verdi fuori di poco, al 14’ destro a giro di Insigne vicino all’incrocio dei pali, e al 20’ inzuccata di Milik che non inquadra di un soffio lo specchio della porta. Poco dopo Verdi entra malissimo su Dijks ma né l’arbitro né il VAR prendono provvedimenti, quindi lo stesso olandese mette al centro un pallone invitante su cui nessun compagno riesce ad intervenire. È però l’inizio di una fase favorevole ai rossoblù, che spaventano gli avversari con due colpi di testa su corner di Orsolini: al 27’ Santander sfiora la traversa, al 32’ Karnezis dice di no a Lyanco. Al 38’ altra ghiotta chance, con Orsolini che raccoglie un perfetto assist di Palacio e sempre di testa non centra il bersaglio per una questione di centimetri, poi al 43’ arriva finalmente il gol: altro cross al bacio di un superlativo Palacio, ben imbeccato da Soriano, incornata perentoria di Santander e pallone nel sacco. Ma non è finita, perché al 45’ Dzemaili si lancia in una percussione tra le maglie della difesa partenopea e dal limite dell’area lascia partire una rasoiata mancina che fa secco Karnezis per il 2-0, risultato con cui si va al riposo.
La ripresa si apre con un doppia conclusione di Milik, la prima bloccata da Skorupski e la seconda sul fondo, quindi al 14’ un lancio di Fabian Ruiz coglie impreparata la difesa felsinea e libera Ghoulam a tu per su con Skorupski: mancino potente e 1-2 (la successiva revisione VAR non rileva alcun fuorigioco). La Curva Andrea Costa acclama a gran voce Mihajlovic, chiedendo al mister di restare sotto le Due Torri, mentre sul campo Palacio si vede negato un rigore piuttosto solare per uno sgambetto di Albiol. Ancelotti inserisce anche Callejon e Mertens per Verdi (applauditissimo) e Insigne, e il Napoli continua a premere forte, andando ad un passo dal 2-2 ancora con Milik al 22’ e Ghoulam al 26’. I padroni di casa, nonostante la grinta e la compattezza, iniziano a sembrare un po’ sulle gambe, e al 33’ l’ennesimo slalom di Younes libera il piattone vincente di Mertens. Siamo di nuovo pari, e Sinisa prova allora a cambiare qualcosa mandando in campo Destro per Dzemaili, Svanberg per Soriano e Krejci per un esausto Palacio, che riceve una meritatissima standing ovation.
Nel finale i rossoblù dimostrano di avere, oltre alle idee chiare, un cuore enorme. Così al 43’, dopo un clamoroso palo colto da Zielinski, Santander si avventa su un tiro-cross di Svanberg e con una torsione magistrale impatta la sfera nell’unico modo possibile per trafiggere Karnezis: otto reti stagionali per ‘El Ropero’ e 3-2. Il resto è strenua resistenza, visti i cinque interminabili minuti di recupero, e gestione saggia del possesso per blindare la settima vittoria casalinga di fila. E poi festa, tripudio, sorrisi, cori per Mihajlovic che si estendono a tutta la squadra, entusiasmo inesauribile come non si vedeva da tanto, troppo tempo. Con una classifica che dice decimo posto a quota 44 punti, record dell’era Saputo (euforico prima in tribuna e poi sul rettangolo verde) dal ritorno in Serie A nel 2015, un traguardo semplicemente impensabile quel tardo pomeriggio di domenica 3 febbraio, quando il Bologna si presentava a San Siro sponda Inter per cominciare a costruire un’impresa. Da Santander a Santander, quell’impresa è diventata realtà.

IL TABELLINO

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Mbaye, Danilo, Lyanco, Dijks; Pulgar, Dzemaili (38’ st Destro); Orsolini, Soriano (38’ st Svanberg), Palacio (41’ st Krejci); Santander.
A disp.: Da Costa, Santurro, Calabresi, Corbo, Helander, Paz, Nagy, Valencia, Falcinelli.
All.: Mihajlovic

NAPOLI (4-4-2): Karnezis; Malcuit, Albiol, Luperto, Ghoulam; Verdi (19’ st Callejon), Zielinski, F. Ruiz, Insigne (19’ st Mertens); Younes (39’ st Gaetano), Milik.
A disp.: D’Andrea, Meret, Hysaj, Maksimovic, Zedadka, Mertens.
All.: Ancelotti

Arbitro: Di Paolo di Avezzano
Ammoniti: 34’ st Zielinski (N)
Espulsi:
Marcatori: 43’ pt, 43’ st Santander (B), 45’ pt Dzemaili (B), 14’ st Ghoulam (N), 33’ st Mertens (N)
Recupero: 1’ pt, 5’ st
Note: 19.351 spettatori (di cui 13.708 abbonati)

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