Fabbri sbriciola il fortino del Bologna, a Marassi vince la Samp 3-1

Fabbri sbriciola il fortino del Bologna, a Marassi vince la Samp 3-1

La Sampdoria per dare seguito al prestigioso successo ottenuto a San Siro contro il Milan, il Bologna per provare a rialzare la testa dopo le batoste casalinghe subite per mano proprio dei rossoneri e del Napoli: a Marassi non ci sono assilli di classifica ma le motivazioni non mancano. Giampaolo riparte dall’ormai collaudato 4-3-1-2 con Torreira preferito a Barreto in cabina di regia e Bruno Fernandes alle spalle del tandem d’attacco Quagliarella-Muriel. Donadoni risponde con il consueto 4-3-3 sorretto da Pulgar in cabina di regia, affiancato da Donsah e Dzemaili, e da Destro in avanti, ma nel riscaldamento perde capitan Gastaldello per un fastidio al ginocchio. Ad affiancare Maietta va quindi Oikonomou, con Masina di nuovo sulla corsia di sinistra e Torosidis, un po’ a sorpresa, su quella di destra.
I blucerchiati partono forte e già al 4’ vanno ad un soffio dal vantaggio con Muriel, che viene pescato tutto solo in area di rigore ma calcia malamente sul fondo a tu per tu con Da Costa. Passato lo spavento i rossoblù si ricompattano e pareggiano il conto delle occasionissime al 10’, quando Donsah si libera bene all’altezza del dischetto e in diagonale coglie un clamoroso palo. Le brutte notizie per Donadoni sul piano degli infortuni, però, non sono finite, perché di lì a poco Maietta è costretto ad uscire per un problema muscolare e viene rilevato da Mbaye, con Torosidis spostato al centro della difesa. La Sampdoria prova subito ad approfittarne ancora con Muriel, che al 16’ impegna Da Costa dal limite, ma due minuti più tardi il gol lo segna Dzemaili, che raccoglie un tocco all’indietro di Destro e dai sedici metri impallina Viviano con una sassata sotto l’incrocio. I padroni di casa sembrano accusare il colpo e da lì in poi non riescono praticamente più a rendersi pericolosi, fatta eccezione per un tiro alto di Quagliarella al 27’ e uno di Praet al 41’ che non inquadra il bersaglio grosso. Si va quindi al riposo con il Bologna avanti, ma poco prima dell’intervallo ecco l’ennesima tegola: Destro appoggia molto male la caviglia ricadendo dopo un contrasto aereo e alza bandiera bianca, al suo posto il redivivo Sadiq.
Ad inizio ripresa Dodô e Djuricic rilevano Regini e Linetty, mentre al 13’ Schick sostituisce uno spento Bruno Fernandes, e anche grazie a questi tre innesti la squadra di Giampaolo cambia marcia, costringendo i felsinei nella propria metà campo per almeno mezzora. Al 12’ Da Costa è superlativo nella risposta su un piattone da sottomisura proprio del fantasista portoghese dopo uno splendido tacco di Quagliarella, e al 22’ Praet mette i brividi al portiere brasiliano con un destro a giro dai venti metri che sibila vicino al sette. La reazione ospite, però, non si fa attendere, prima al 23’ con un contropiede orchestrato da Donsah e chiuso da un tocco di Sadiq respinto con i piedi da Viviano, poi al 27’ con una staffilata dalla lunga distanza di Verdi su punizione che scheggia la traversa. Il tempo passa, i rossoblù con tanta sofferenza ma anche tanto cuore vedono sempre più alla portata il traguardo dei tre punti, ma non hanno fatto i conti con la solita cinquina arbitrale da mani nei capelli: al 36’, su un cross dalla destra, Pulgar respinge il pallone con il fianco in area, il direttore di gara Fabbri lascia correre ma uno dei suoi collaboratori si inventa un fallo di mano e lo convince ad assegnare il penalty, trasformato poi da Muriel.
Tutto rovinato, e qui entra in gioco anche la fragilità mentale dei ragazzi di Donadoni, che si sciolgono letteralmente e dopo un solo giro di lancette concedono ai doriani anche la rete del sorpasso, firmata da Schick su filtrante di Djuricic, con i difensori in maglia giallo fluo a recitare la parte delle belle statuine. La mazzata conclusiva arriva infine al 43’, quando Mbaye devia nella propria porta un traversone dalla sinistra di uno scatenato Schick e fa partire i titoli di coda. E allora non si può far altro che parlare di un Bologna gagliardo nella prima frazione e troppo remissivo nella seconda, che però nonostante il sudore e i brividi stava comunque portando a casa una vittoria preziosa sia per la classifica che per il morale, una vittoria cancellata in primis dall’arbitro e dai suoi collaboratori con una decisione assurda. Di fatto, dopo due k.o. casalinghi molto pesanti e il morale ucciso dal solito uomo col fischietto, la partita è finita lì, sul rigore di Muriel: un peccato madornale, perché così facendo i rossoblù hanno gettato alle ortiche anche un pareggio a dir poco meritato. Le ferite restano aperte, l’emorragia di sconfitte continua e la rabbia, se possibile, stasera è ancora più grande.

IL TABELLINO

SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano; Bereszynski, Silvestre, Skriniar, Regini (1’ st Dodô); Praet, Torreira, Linetty (1’ st Djuricic); B. Fernandes (13’ Schick); Quagliarella, Muriel.
A disp.: Puggioni, Pavlovic, Barreto, Cigarini, Palombo, Tessiore, Tomic, R. Alvarez, Budimir.
All.: Giampaolo

BOLOGNA (4-3-3): Da Costa; Torosidis, Oikonomou, Maietta (13’ pt Mbaye), Masina; Donsah, Pulgar, Dzemaili; Verdi (40’ st Di Francesco), Destro (47’ pt Sadiq), Krejci.
A disp.: Ravaglia, Sarr, Gastaldello, Krafth, Nagy, Rizzo, Taider, Viviani, Di Francesco, Petkovic.
All.: Donadoni

Arbitro: Fabbri di Ravenna
Ammoniti: 11’ pt Maietta (B), 45’ pt Mbaye (B), 17’ st Schick (S), 27’ st Torreira (S), 36’ st Torosidis (B), 48’ st Dzemaili (B)
Espulsi:
Marcatori: 18’ pt Dzemaili (B), 37’ st rig. Muriel (S), 38’ st Schick (S), 43’ st aut. Mbaye (S)
Recupero: 4’ pt, 5’ st

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