Ripresa degli allenamenti a Casteldebole, Palacio in dubbio anche per l'Udinese

Gioca meglio il Bologna, ne fa 3 il Napoli: beffarda mazzata al Dall’Ara

Una sconfitta casalinga per 7-1 non si può cancellare, né dai libri di storia né dalla propria testa, ma può servire di lezione affinché certi errori non vengano più commessi, con l’obiettivo di costruire un presente migliore. Con questo spirito scende in campo il Bologna, che per l’occasione presenta e indossa la nuova maglia da trasferta, bianca con banda diagonale rossoblù formata dai nomi dei cento giocatori che hanno collezionato più presenze con i colori del club. Donadoni, rispettando le previsioni della vigilia, opta per un 4-2-3-1 con Poli e Pulgar davanti alla difesa, Di Francesco e Verdi sugli esterni, Destro di punta e Palacio alle sue spalle. Sarri, di contro, continua sulla strada del 4-3-3, con Jorginho in cabina di regia e Allan preferito a Zielinski come mezzala.
La gara si sviluppa subito su ritmi molto alti, merito soprattutto di un Bologna indemoniato che nel primo quarto d’ora va per due volte vicino al gol, sempre con Verdi: al 6’ il fantasista entra in area, ubriaca di finte Hysaj e col mancino sfiora il palo alla sinistra di Reina, mentre al 12’ è proprio il portiere spagnolo a neutralizzare con un miracolo e l’aiuto della traversa una splendida punizione dal limite del numero 9, questa volta calciata col destro. Il piano tattico dei felsinei, che in fase difensiva si dispongono secondo un 4-4-1-1 restando corti e ripartendo in modo fulmineo, mette in seria difficoltà gli ospiti, e al 19’ è soltanto una posizione di offside a vanificare un tap-in vincente di Masina su tiro-cross di Krafth.
Palacio regala giocate sopraffine, Verdi lo segue a ruota e la retroguardia controlla la situazione senza particolari affanni, ma col passare dei minuti anche il Napoli inizia a farsi vedere dalle parti di Mirante. Come al 21’, quando Krafth non è perfetto in disimpegno e Pulgar deve salvare alla disperata su un rasoterra a botta sicura di Insigne, e al 32’, con un piattone di Hamsik piuttosto potente ma troppo centrale per impensierire il numero 83 rossoblù. Da lì in avanti le emozioni iniziano ad assopirsi e le squadre tornano negli spogliatoio sullo 0-0, tra gli applausi del pubblico di casa, soddisfatto per la prova dei ragazzi di Donadoni.
L’avvio di ripresa sembra seguire lo stesso copione, con i partenopei un po’ bloccati e il Bologna più pericoloso, sempre con Destro: al 9’ il centravanti si ritrova a tu per tu con Reina e gli calcia addosso, ma l’arbitro fermato tutto per fuorigioco, poi al 15’ viene lanciato in profondità da Verdi e con un velenoso diagonale chiama l’ex Liverpool al grande intervento di piede, con Koulibaly che in seguito salva quasi sulla linea dopo un rimpallo. Ma il calcio, si sa, è spesso sport beffardo e ingiusto, e allora ecco che al 22’ Insigne crossa sul secondo palo, il gigante Masina (fino a quel momento tra i migliori) si fa goffamente scavalcare dalla traiettoria e il piccoletto Callejon insacca di testa il gol del vantaggio.
È una mazzata dolorosa e inaspettata, considerando quello che si stava vedendo in campo, una mazzata dalla quale i felsinei non si riprendono più. A perdere più di tutti la testa è Pulgar, che prima bisticcia con Verdi per un calcio di punizione, portandogli via il pallone e calciandolo alle stelle, poi al 38’ si addormenta con la sfera tra i piedi sulla trequarti difensiva e favorisce l’inserimento di Mertens, che si invola verso la porta trafigge Mirante con un tocco sotto le gambe: 2-0 e tanti saluti alla prestazione quasi perfetta. Nel finale il 3-0 del neo entrato Zielinski, al termine di un’azione funambolica in stile Barcellona, serve solo per le statistiche ma rappresenta una punizione troppo severa per un Bologna bello e convincente per oltre un’ora, che avrebbe meritato molto di più e che è stato tradito dagli errori di due singoli. I rossoblù escono dal campo sconfitti ma a testa alta, dopo aver fatto soffrire e non poco una delle più serie candidate alla vittoria dello scudetto. Non è una misera consolazione, è la base da cui ripartire per mantenere alta l’autostima e costruire un campionato interessante.

IL TABELLINO

BOLOGNA (4-2-3-1): Mirante; Krafth, Maietta (12’ st De Maio), Helander, Masina: Poli, Pulgar; Di Francesco, Palacio (32’ st Petkovic), Verdi; Destro (28’ st Krejci).
A disp.: Da Costa, Ravaglia, Gonzalez, Mbaye, Crisetig, Donsah, Nagy, Taider, Okwonkwo.
All.: Donadoni

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Chiriches (43’ pt Albiol), Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho (32’ st Diawara), Hamsik (17’ st Zielinski); Callejon, Mertens, Insigne.
A disp.: Rafael, Sepe, Maggio, Maksimovic, M. Rui, Giaccherini, Ounas, Rog, Milik.
All.: Sarri

Arbitro: Giacomelli di Trieste
Ammoniti: 3’ pt Helander (B), 12’ pt Pulgar (B), 18’ pt Chiriches (N), 19’ pt Destro (B), 24’ pt Palacio (B), 28’ st Verdi (B)
Espulsi:
Marcatori: 22’ st Callejon (N), 38’ st Mertens (N), 43’ st Zielinski (N)
Recupero: 2’ pt, 3’ st
Note: 22.398 spettatori

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