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Il Bologna è morto e senza dignità, il Napoli lo calpesta 6-0

Tre giorni dopo la deprimente sconfitta casalinga subita per mano del Torino, il Bologna scende a Napoli in cerca di se stesso prima ancora che di punti. Gli acciacchi e gli infortuni, però, sono tanti e molto pesanti (l’ultimo in ordine cronologico quello di Maietta), la condizione fisica è precaria e Donadoni è costretto a fare di necessità virtù, schierando un 4-5-1 che lascia poco spazio a sogni di gloria: Mbaye e Constant sono i terzini, Rossettini e Oikonomou i centrali, con Brighi preferito a Brienza nel mezzo e il redivivo Acquafresca al posto di Floccari in avanti, supportato da Zuniga e Giaccherini. Sul versante opposto Sarri, chiamato a difendere il secondo posto dall’assalto della Roma, si affida al consueto 4-3-3 sorretto da Allan, Jorginho e Hamsik in mediana, con Callejon e Mertens a sostegno dell’ex di turno Gabbiadini, centravanti di scorta in attesa del ritorno di Higuain.
Fin dalle prime battute ci si accorge che in campo c’è una sola squadra, quella con la maglia azzurra, posta di fronte ad un gruppo di turisti in visita al San Paolo. La prestazione del Bologna, infatti, è semplicemente imbarazzante, un mix di timore reverenziale, povertà di idee e rassegnazione, come se il divario tecnico tra le due formazioni non fosse già abbastanza. Dopo un tiro dalla distanza di Hamsik al 4’ che chiama Mirante alla deviazione in corner, ecco già al 10’ il vantaggio dei padroni di casa: passaggio filtrante dello slovacco per Gabbiadini, che brucia sullo scatto Rossettini e insacca la sfera con un perfetto diagonale mancino. Il Bologna continua a latitare e al 17’ ancora Hamsik sfiora il 2-0 con una rasoiata sulla quale Mirante è bravissimo ad opporsi con la punta delle dita. Sul calcio d’angolo seguente è Albiol a saltare più in alto di tutti, ma il suo colpo di testa è troppo debole per impensierire il portiere felsineo.
La partita di fatto non esiste, i partenopei fanno ciò che vogliono quando vogliono, senza incontrare alcuna opposizione e senza rischiare mai nulla. Al 22’ un colpo di nuca di Mertens si perde nuovamente tra le braccia di Mirante, peraltro dolorante per un fastidio accusato al ginocchio, poi al 34’ ecco l’episodio che porta al raddoppio: Callejon punta Constant in area, lo salta e si lascia andare, l’arbitro Gervasoni ci casca e assegna il rigore, trasformato un minuto dopo sempre da Gabbiadini. Nel finale c’è spazio anche per un ulteriore assolo dell’attaccante bergamasco, che riceve palla da Callejon, si libera di un paio di avversari e sfiora la traversa con un gran sinistro dal limite. Nulla di fatto, ma si va comunque al riposo con il Napoli in totale controllo della sfida, massimo risultato con il minimo sforzo.
Nella ripresa, dopo un fuoco di paglia al 7’ sull’asse Giaccherini-Brighi, con quest’ultimo che sciupa un preciso assist dell’esterno calciando alle stelle da posizione favorevole, l’indegno spettacolo riprende, con i rossoblù spettatori non paganti del match. Al 13’ Mertens salta secco Mbaye, calcia verso la porta e sfruttando una leggera ma decisiva deviazione di Oikonomou trafigge Mirante per il 3-0. Al 25’ Callejon arriva in ritardo di un soffio su un perfetto suggerimento rasoterra di Ghoulam, ma al 35’ è ancora Mertens a gonfiare la rete con un agevole piatto destro da sottomisura su assist del neo entrato El Kaddouri, favorito da un tragicomico scivolone di Rossettini. Può bastare? No, perché il Napoli continua a penetrare tra le maglie della retroguardia ospite come una lama nel burro: al 42’ ancora il piccolo fantasista belga butta letteralmente giù la porta con una sassata dalla distanza che vale il 5-0, mentre al 45’ è David Lopez, completamente dimenticato da tutti, a trovare il punto del definitivo 6-0 con un tocco di precisione da pochi passi. Una vergogna di dimensioni storiche.
Sono tanti gli aggettivi che si potrebbero utilizzare per descrivere quello che i nostri occhi hanno visto stasera, alcuni li avete già letti, altri ve li risparmiamo. Gli attuali 37 punti in classifica non soltanto non bastano per ritenersi salvi (lo capiremo meglio domani), ma cosa ancor più grave non sono una buona ragione per staccare completamente la spina, sentirsi già in vacanza e prendere per i fondelli una tifoseria intera, discorso che vale sia per i giocatori che per l’allenatore. Dopo questa pietosa esibizione possiamo dirlo senza paura ma nello stesso tempo con tanta, tantissima tristezza nel cuore: avete rovinato tutto ragazzi, lo scempio delle ultime settimane ha ormai totalmente offuscato la splendida rimonta costruita con fatica da inizio novembre a fine febbraio. Adesso, a cominciare da domenica pomeriggio al Dall’Ara contro il Genoa, da salvare non ci sarà solo la categoria, ma anche e soprattutto la dignità.

IL TABELLINO

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik (35’ st D. Lopez); Callejon (32’ st El Kaddouri), Gabbiadini (28’ st Insigne), Mertens.
A disp.: Rafael, Gabriel, Chiriches, Maggio, Regini, Strinic, Chalobah, Grassi, Valdifiori.
All.: Sarri

BOLOGNA (4-5-1): Mirante; Mbaye, Oikonomou, Rossettini, Constant; Zuniga, Brighi, Diawara, Taider, Giaccherini (14’ st Mounier); Acquafresca (14’ st Floccari).
A disp.: Da Costa, Stojanovic, Ferrari, Gastaldello, Krafth, Masina, Crisetig, Donsah, Pulgar, Brienza.
All.: Donadoni

Arbitro: Gervasoni di Mantova
Ammoniti: 37’ pt Mbaye (B), 8’ st Diawara (B), 29’ st Albiol (N)
Espulsi:
Marcatori: 10’ pt e 35’ pt rig. Gabbiadini (N), 13’ st, 35’ st e 42’ st Mertens (N), 45’ st D. Lopez (N)
Recupero: 1’ pt, 1’ st

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