Nella notte di Sinisa, il Bologna sbatte contro il muro del Verona: 1-1 al Bentegodi, Veloso risponde a Sansone

Nella notte di Sinisa, il Bologna sbatte contro il muro del Verona: 1-1 al Bentegodi, Veloso risponde a Sansone

Il mister c’è, il mister è con i suoi ragazzi, il mister è con noi. Basta questo per descrivere l’atmosfera che si respira al Bentegodi di Verona, dove Bologna ed Hellas fanno il loro esordio in campionato ma dove soprattutto Sinisa Mihajlovic lancia al mondo intero un altro straordinario messaggio di forza, coraggio e dignità, tornando in panchina a meno di due mesi dall’inizio della sua battaglia con la leucemia. La chemioterapia gli avrà anche tolto chili e capelli ma non ha spento il suo animo combattivo, così come il suo sguardo, fisso sull’obiettivo e carico di determinazione. Si riparte da lui, enorme certezza sul piano umano e professionale, e dall’ormai collaudato 4-2-3-1, con Tomiyasu preferito di nuovo a Mbaye sulla destra in difesa, Kingsley al fianco di Poli in mediana e Palacio centravanti, supportato da Sansone, Soriano e Orsolini. Sul versante opposto Juric, di ritorno in Serie A dopo la travagliata esperienza al Genoa, opta per un 3-4-2-1 con Henderson e Miguel Veloso nel mezzo, la coppia Zaccagni-Verre sulla trequarti e Tutino di punta.
I rossoblù, spinti da tremila splendidi tifosi al seguito, partono forte, e dopo pochi secondi Palacio si avventa su un rischioso retropassaggio di Rramani e per poco non beffa Silvestri. I padroni di casa rispondono al 5’ con una botta di Verre dalla distanza a lato di poco, poi inizia una fase di predominio felsineo che culmina attorno al quarto d’ora nel gol dell’1-0: lancio millimetrico di Danilo per Orsolini che supera in velocità Dawidowicz e viene steso in area dal polacco, cartellino rosso per il difensore e penalty trasforma ‒ seppur scivolando ‒ da Sansone. La manovra ospite è rapida e incisiva, e a stretto giro di posta Soriano ha una doppia chance per il 2-0: al 21’ scambio nello stretto con Sansone e conclusione contrata da Silvestri in uscita bassa, e al 25’ rasoiata potente su filtrante di Kingsley che il portiere scaligero devia in angolo.
L’Hellas prova a sopperire all’inferiorità numerica mettendoci ancora più grinta e intensità, ma il Bologna domina e al 29’ ancora Silvestri è bravo a smanacciare sul fondo un velenoso destro di Palacio. Il calcio però è sport beffardo e allora ecco che al 37’, al primo tiro nello specchio, gli uomini di Juric pareggiano grazie ad una punizione dal limite concessa per fallo di Poli dopo un errato disimpegno di Sansone: parabola letale dello specialista Veloso e 1-1. Mihajlovic in panchina si agita e sprona i suoi chiedendo un’immediata reazione, cosa che in effetti accade: al 39’ insidioso tiro-cross di Sansone e intervento di Silvestri a salvare la situazione, e al 46’ traversone al bacio di Soriano che Orsolini incorna sfiorando la traversa. C’è una sola squadra in campo, ma all’intervallo il punteggio è in equilibrio.
Il copione del match non cambia nemmeno nella ripresa ma, complice il caldo e le gambe pesanti, il giro palla rossoblù cala in termini di rapidità e quindi di pericolosità. Il Verona, di contro, continua a difendersi con tutti gli effettivi nella propria metà campo, appoggiandosi sempre sull’infaticabile Tutino e rischiando qualcosa soltanto all’8’ su una botta di Poli dai venti metri e al 23’ su un’inzuccata del neo entrato Santander su corner di Orsolini. A ridosso della mezzora Mihajlovic si gioca anche la carta Destro al posto di uno spento Palacio, cercando di aumentare ulteriormente la densità in area di rigore, ma i rifornimenti dalle fasce sono spesso imprecisi (Dijks meno brillante del solito) e l’unico sussulto arriva al 38’ su un cross teso di Orsolini che Rramani toglie in bello stile dalla disponibilità di Santander, pronto ad insaccare da sottomisura.
Nonostante un possesso palla vicino all’80%, il Bologna non riesce a trovare il varco giusto per far male agli avversari, e così la foga agonistica e la voglia di prendersi l’intero bottino lascia spazio al rammarico per una gara che si era incanalata bene ma si è poi complicata oltre i propri demeriti. Il fischio finale di Giua consegna ad entrambe le formazioni un punto che sta senza dubbio più stretto ai felsinei, pensando in particolare ai 75 minuti vissuti con un uomo in più e alle tante occasioni create, specialmente nel primo tempo. Le sensazioni, tenendo sempre conto che siamo appena al 25 di agosto, sono comunque positive, perché l’impronta di gioco è la stessa ammirata da febbraio a maggio e i volti nuovi (Tomiyasu forse il migliore in assoluto, bene anche Kingsley e Denswil) stanno rispondendo nel modo giusto. La vittoria, in fondo, è arrivata lo stesso, insieme ad un’emozione fortissima: ce le ha regalate un meraviglioso ragazzo di 50 anni che non ha nessuna intenzione di arrendersi dinnanzi alla sfida più difficile della sua vita.

HELLAS VERONA-BOLOGNA 1-1

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Dawidowicz; Faraoni, Henderson, M. Veloso, Lazovic; Zaccagni (16’ pt Bocchetti), Verre (4’ st Amrabat); Tutino (41’ st Gunter).
A disp.: Berardi, Radunovic, Adjapong, Empereur, Danzi, Marrone, Pazzini, Traoré, Tupta.
All.: Juric

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Danilo, Denswil, Dijks; Kingsley (31’ st Dzemaili), Poli; Orsolini, Soriano, Sansone (9’ st Santander); Palacio (25’ st Destro).
A disp.: Da Costa, Sarr, Bani, Corbo, Mbaye, Krejci, Schouten, Svanberg, Skov Olsen.
All.: Mihajlovic

Arbitro: Giua di Olbia
Ammoniti: 18’ pt Henderson (H), 20’ st Denswil (H), 35’ st Destro (B), 43’ st Dijks (B)
Espulsi: 13’ pt Dawidowicz (H)
Marcatori: 15’ pt rig. Sansone (B), 37’ pt M. Veloso (H)
Recupero: 2’ pt, 4’ st
Note: 16.324 spettatori

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Foto: bolognafc.it