È un Bologna per cuori forti: sotto 3-1 a Brescia, i rossoblù si svegliano nella ripresa e trionfano 4-3

Torna il campionato dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali e il Bologna è di scena a Brescia, in un Rigamonti ristrutturato ma non ancora completamente agibile. Mihajlovic, nonostante la malattia e la distanza, è vicino ai suoi ragazzi, e li manda in campo secondo l’ormai consueto 4-2-3-1, con Bani al posto dell’infortunato Danilo, Dzemaili preferito a Poli al fianco di Medel in mediana e Palacio centravanti. Sul versante opposto Corini, orfano di ben cinque elementi tra infortuni e squalifiche, prosegue nel solco del 4-3-1-2, con Romulo schierato nell’inedito ruolo di trequartista alle spalle del tandem Donnarumma-Ayé.
I primi dieci minuti sono un monologo dei rossoblù, che gestiscono bene il possesso e arrivano più volte a ridosso della porta avversaria, ma come un fulmine a ciel sereno sono i padroni di casa a passare in vantaggio: cross dalla sinistra di Romulo, marcatura rivedibile di Denswil su Donnarumma e inzuccata vincente del numero 9. Da quel momento in avanti la partita cambia radicalmente, Dzemaili e compagni non reagiscono e le Rondinelle ne approfittano di nuovo al 20’, quando Mateju pesca Donnarumma tutto solo in area e l’ex Salernitana realizza la sua doppietta con un perfetto destro a giro. Al 22’ Bisoli sfiora addirittura il tris con una sassata di Bisoli dalla distanza, e l’unico sussulto di marca felsinea è un mancino di Orsolini su appoggio di Dzemaili che sibila vicino all’incrocio. Bologna molle e disordinato, lontanissimo parente di quello visto fino ad oggi sotto la gestione Mihajlovic, ma al 36’ una precisa punizione di Sansone si trasforma nell’assist per il colpo di testa vincente di Bani, che accorcia le distanze. La gioia, però, dura poco, perché al 42’ il giovane stopper bresciano Cistana brucia tutti su angolo di Tonali e incorna il pallone del 3-1, risultato con cui si va al riposo.
La ripresa si apre con un episodio che spariglia le carte in tavola: netta simulazione in area di Dessena sotto gli occhi dell’arbitro Rocchi, secondo giallo e doccia anticipata. I ragazzi di Sinisa capiscono di avere una grossa chance per rientrare nel match, iniziano a spingere forte e all’11’ trovano il gol del 2-3 con una zampata di Palacio su assist di Orsolini. Nel frattempo Bani, a causa di una brutta testata, aveva dovuto cedere il posto a Poli, con il conseguente arretramento di Medel in difesa. I rossoblù, sotto la curva destinata ai propri tifosi, si gettano all’assalto della porta di Joronen, che al 15’ smanaccia una velenosa spizzata di Palacio ma non può nulla sul successivo tocco di Sabelli nella propria porta per anticipare l’accorrente Denswil: 3-3. Di lì a poco i felsinei avrebbero anche l’occasione per il sorpasso, ma al 17’ l’altro neo entrato Santander spedisce la sfera sui cartelloni pubblicitari a tu per tu col portiere biancazzurro.
Gli uomini di Corini, nonostante qualche accorgimento tattico, sono in evidente difficoltà, e tra il 22’ e il 25’ rischiano di capitolare sotto i colpi ancora di Santander e di Palacio, imprecisi da sottomisura. ‘El Trenza’, tra i migliori in assoluto, si riscatta però al 35’, quando scodella sul sinistro di Orsolini un pallone al bacio che ‘Orso’ scaraventa nel sacco per il 4-3. Il Brescia è a terra e nel finale gli ospiti potrebbero addirittura dilagare, ma negli ultimi quindici giri di lancette (ben sei i minuti di recupero, a causa dei numerosi controlli VAR) Sansone due volte, Soriano, Santander e Skov Olsen, all’esordio assoluto in Serie A e ammonito per una simulazione piuttosto dubbio, non riescono a trovare il punto del 5-3. Poco male, perché il successo arriva comunque ed è un successo pesantissimo per il modo in cui è maturato, dopo una prima parte di gara largamente insufficiente e un riscatto di alto livello, favorito dall’ingenuità di un avversario ma anche e soprattutto da un atteggiamento diverso, quello che Mihajlovic («si è fatto sentire nell’intervallo, era incazzato», racconterà Palacio) pretende sempre dalla sua squadra. Luci e ombre per un Bologna sconsigliato ai deboli di cuore, ma pur sempre un Bologna divertente e vincente. C’è ancora molto lavoro da fare, ma per ora va bene così.

BRESCIA-BOLOGNA 3-4

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Mateju; Bisoli, Tonali (33’ st Spalek), Dessena; Romulo (38’ st Matri); Donnarumma (18’ st Zmrhal), Ayé.
A disp.: Alfonso, Gastaldello, Semprini, Morosini, Tremolada.
All.: Corini

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Bani (8’ st Poli), Denswil, Dijks; Medel, Dzemaili (1’ st Santander); Orsolini, Soriano, Sansone; Palacio (43’ st Skov Olsen).
A disp.: Da Costa, Sarr, Corbo, Mbaye, Paz, Krejci, Schouten, Svanberg, Destro.
All.: Mihajlovic (De Leo e Tanjga in panchina)

Arbitro: Rocchi di Firenze
Ammoniti: 13’ pt Bani (BO), 21’ pt Dessena (BR), 47’ st Denswil (BO), 21’ st Santander (BO), 23’ st Soriano (BO), 38’ st Medel (BO), 48’ st Skov Olsen (BO)
Espulsi: 4’ st Dessena (BR) per doppia ammonizione
Marcatori: 10’, 20’ pt Donnarumma (BO), 36’ pt Bani (BO), 42’ pt Cistana (BR), 11’ st Palacio (BO), 15’ st aut. Sabelli (BO), 35’ st Orsolini (BO)
Recupero: 4’ pt, 6’ st 

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