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Verdi, Krejci e Petkovic tra i convocati per Bologna-Torino, in difesa uomini contati

Verdi’s on fire, Destro too: bye bye Samp

Il Bologna per confermare il trend positivo tra le mura amiche, la Sampdoria per riscattare le sconfitte contro Roma e Milan: al Dall’Ara, nel primo turno infrasettimanale della stagione, va in scena un aperitivo frizzante e gustoso. Donadoni riparte dal consueto 4-3-3 e sostituisce lo squalificato Krafth con Torosidis, affidando la corsia di sinistra nuovamente a Masina e ricomponendo la coppia Gastaldello-Maietta al centro della difesa. In attacco torna Destro, supportato sugli esterni da Krejci e Verdi. Sul versante opposto, Giampaolo continua nel solco del 4-3-1-2, con Torreira ancora preferito a Cigarini in cabina di regia e Praet sulla trequarti a ridosso del tandem offensivo Muriel-Quagliarella.
I rossoblù sembrano partire col piglio giusto, compatti e ordinati, ma col passare dei minuti sono gli ospiti a prendere in mano le redini del match, facendosi di gran lunga preferire sul piano dell’intensità, della grinta e soprattutto del possesso palla. Nessuna nitida occasione di marca doriana, ma un predominio territoriale che ricorda molto da vicino quello mostrato dal Napoli cinque giorni fa al San Paolo. Come spiegato da Donadoni nella conferenza stampa della vigilia, si tratta di un blocco mentale più che fisico, e la conferma arriva nel quarto d’ora prima dell’intervallo, quando il Bologna abbandona ogni timore e inizia a giocare come sa, in maniera fluida e terribilmente efficace.
Al 32’, dopo un errore dei blucerchiati in fase di disimpegno, Verdi serve subito Destro, che si sbarazza alla grande del suo marcatore ma col mancino calcia addosso a Viviano. Sul capovolgimento di fronte Gastaldello ferma Praet lanciato a rete con un sontuoso intervento in scivolata, e al 35’ è Dzemaili a sfiorare il bersaglio grosso con una rasoiata dalla lunga distanza. Altra ghiotta chance per i felsinei al 38’, con un tiro di Krejci da sottomisura troppo debole dopo in batti e ribatti in area, poi però, al 45’, ecco la giocata in grado di sbloccare il match e illuminare la serata: cross al bacio dalla sinistra dello stesso Krejci e destro secco al volo all’incrocio dei pali di Verdi, che con il 9 sulle spalle si traveste da Van Basten e tira letteralmente giù sia la porta che lo stadio. Un gol da guardare e riguardare all’infinito, una gemma, un meraviglioso spot per il calcio.
E nella ripresa non c’è blocco mentale che tenga, perché i ragazzi i rossoblù stanno ormai volando sulle ali dell’entusiasmo: consapevoli dei propri mezzi, incontenibili (specialmente Krejci, per informazioni chiedere al povero Pedro Pereira), a tratti entusiasmanti. Al 5’ il numero 11 venuto da Praga mette in mezzo un altro cioccolatino, e questa volta a scartarlo è Destro, con un tocco d’esterno che beffa Viviano e vale il 2-0. Mattia c’è, anche sul tabellino dei marcatori, e corre sotto la Curva Bulgarelli agitando una maglia di Mirante, prima di concludere la sua sfrenata esultanza andando ad abbracciare proprio il portierone a bordo campo. Nei due minuti che seguono questo tripudio di gioia ed emozioni la Sampdoria rischia di accorciare le distanze sia con Barreto, che impegna Da Costa con una gran botta da posizione favorevole, sia col giovane Skriniar, che di testa su corner del neo entrato Cigarini spedisce la sfera a lato di un soffio, ma è solo un fuoco di paglia.
I ragazzi di Donadoni, che manda in campo anche Morleo, Di Francesco e Pulgar, controllano infatti la gara con autorità e personalità, rischiando qualcosa solo al 19’ su un’altra conclusione di Barreto ma riuscendo ripetutamente a portarsi nell’area avversaria, agevolati anche dal rosso diretto comminato al 24’ proprio al regista paraguaiano per un brutto intervento su Nagy: al 21’ staffilata del solito Krejci alta di poco, al 38’ bella percussione di Taider limitata a fatica da un ottimo intervento di Skriniar, e al 40’ inzuccata di Pulgar bloccata dall’estremo difensore doriano. Fino alla fine Dzemaili, padrone quasi incontrastato della mediana, continua a correre e a lottare, con Gastaldello e Maietta a chiudere ogni varco e Verdi, indemoniato, a ripiegare nelle retrovie per aiutare i compagni. Applausi per tutti, davvero per tutti.
Purtroppo nel recupero, piuttosto corposo, Di Francesco viene espulso per un tackle un po’ troppo irruento su Linetty, ma è l’unica nota negativa di una partita altrimenti da incorniciare. Partita che si chiude al 50’ con una traversa colpita su punizione da Bruno Fernandes, ultimo sussulto prima della meritata festa. Grazie a questo splendido successo, il terzo su tre sfide casalinghe (il quarto contando anche la Coppa Italia), il Bologna sale a quota 9 punti in classifica e può così permettersi di preparare la trasferta di domenica a San Siro sponda Inter con la massima serenità. Quella serenità che non dovrà mai venire a mancare, perché quando i rossoblù giocano con la mente sgombra sono veramente uno spettacolo.

IL TABELLINO

BOLOGNA (4-3-3): Da Costa; Torosidis, Gastaldello, Maietta, Masina (21’ st Morleo); Taider, Nagy (34’ st Pulgar), Dzemaili; Verdi, Destro, Krejci (28’ st Di Francesco).
A disp.: Ravaglia, Sarr, Helander, Mbaye, Oikonomou, Donsah, Rizzo, Floccari, Mounier.
All.: Donadoni

SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano; P. Pereira, Silvestre, Skriniar, Regini; Barreto, Torreira (8’ st Cigarini), Linetty; Praet, Muriel (28’ st B. Fernandes), Quagliarella (8’ st Schick).
A disp.: Krapikas, Puggioni, Amuzie, Dodô, Krajnc, Djuricic, Eramo, Palombo, Budimir.
All.: Giampaolo

Arbitro: Calvarese di Teramo
Ammoniti: 27’ pt Verdi (B), 22’ st P. Pereira (S), 42’ st Praet (S), 44’ st Linetty (S)
Espulsi: 24’ st Barreto (S), 47’ st Di Francesco (B)
Marcatori: 45’ pt Verdi (B), 5’ st Destro (B)
Recupero: 2’ pt, 5’ st
Note: 16.998 spettatori (di cui 13.576 abbonati)

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