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Rassegna stampa 13/05/2019

A testa in giù

Mentre il buio se ne va, ti ritrovi a testa in giù, perché hai dato sempre tanto (Pino Daniele, ‘A testa in giù’, 1980) – Essere tifosi del Bologna, da qualche anno a questa parte, equivale ad una forma pesante di torcicollo. Si ricerca al PC la classifica di Serie A e la colonna sinistra non la si guarda nemmeno, come se non esistesse. Collo leggermente inclinato verso destra, si va a cercare lì la propria squadra del cuore sulla destra (spesso nella parte bassa) e la si trova all’incirca dove la si era lasciata sette giorni prima. Poi succede che un giorno a Casteldebole arriva un nuovo allenatore, e nel giro di due mesi e ribalta uno schema che si credeva fossilizzato. Era già successo nella stagione 2015-2016, quando Roberto Donadoni aveva raccolto all’11^ giornata una squadra a quota 6 punti e l’aveva portata ad averne 26 alla 21^. Ben 20 punti in 10 giornate, un passo europeo.
L’impresa si sta ripetendo quest’anno: Sinisa Mihajlovic è giunto alla quinta vittoria su 10 partite disputate (alle quali va sommato il pareggio col Genoa, per un totale di 16 punti raccolti) e al quarto successo nelle ultime 5. Guardare la classifica di quest’ultima piccola porzione di campionato è un lusso che può concedersi solo chi non soffre di vertigini, perché il Bologna è primo a pari merito con la Juventus e ha un punto in più di quell’indomabile Atalanta tanto incensata nei giorni scorsi. Non solo, i rossoblù condividono con Napoli e Sassuolo il miglior attacco (11 gol), hanno un saldo attivo di +4 nella differenza reti (solo Juve, Atalanta e Inter hanno fatto meglio), e soprattutto guardano da molto lontano l’Empoli, avversaria indomita ma che ha ottenuto 6 punti in meno del Bologna nell’ultimo mese e 5 in meno da quando Sinisa si è materializzato sotto le Due Torri.
Domenica i felsinei affronteranno una Fiorentina che nella particolarissima graduatoria presa in analisi finora è addirittura penultima, sopra solamente al malandato Chievo. I toscani hanno raccolto 3 punti in 5 gare e solo grazie a 3 pareggi, non vincono da due mesi (1-4 contro la Spal) e in casa non fanno festa in campionato dal dicembre scorso (3-1 all’Empoli). Dopo le dimissioni di Stefano Pioli, sarà Vincenzo Montella a guidare Chiesa e compagni dalla panchina, e nelle ultime ore alcuni tifosi rossoblù sono stati assaliti dal malumore, convinti che il cambio di rotta sancirà necessariamente la rinascita viola. Il siero-Montella avrà certamente il suo influsso, ma alla luce dei numeri analizzati fin qui pare proprio che quello iniettato da Mihajlovic sia già entrato splendidamente in circolo. Fino al fischio d’inizio del Franchi, scommettere contro questo Bologna sarà ancora come scommettere contro la capolista.

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