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Il buono, il brutto, il cattivo

Il buono, il brutto, il cattivo

Il buono, il brutto, il cattivo (regia di Sergio Leone, 1966) – La partita di ieri sera contro il Crotone può essere valutata su tre velocissimi piani. Di buono ci sono stati il talento e soprattutto la tenacia di Orsolini, che il gol lo ha cercato con insistenza e alla fine ha sfiorato la tripletta. La pulizia di Nagy, lo spirito di Poli e l’opportunismo di Falcinelli sono altre voci da inserire in lista. Completa il quadro la prestazione generale dei rossoblù, che pur contro un avversario modesto hanno svolto il loro compito, rispedendo momentaneamente al mittente le accuse di chi li voleva schierati contro l’allenatore.
Di buono, però, poco altro. Lo stadio era pressoché deserto, e poco contano la temperatura e l’orario cui si è giocato, fattori che quando il Bologna lo meritava non hanno mai scalfito l’affetto dei tifosi. Il colpo d’occhio del Dall’Ara è stato innegabilmente brutto, così come lo è rendersi conto che per trovare una formazione nettamente inferiore ai felsinei si sia dovuto aspettare di sfidare una seria candidata alla retrocessione in Lega Pro. Mai in tutto l’anno questa squadra ha dato l’impressione di poter dominare un’avversaria: non è successo nelle due vittorie ottenute finora e ancor meno nelle altre sfide, durante il quale i ragazzi di Inzaghi sono parsi appannati anche in confronto a compagini che sulla griglia di partenza, ad agosto, erano state posizionate alle loro spalle. Il match di ieri lascia dietro di sé una sensazione di temporaneità, di parentesi da godersi finché dura, perché la Serie A è tutta un’altra cosa e si rischia di ricordarselo già domenica a Empoli.
Già, Empoli. Cattivello l’intervento di Sampirisi su Santander, cattivissimo il solo pensiero che il paraguaiano possa saltare una partita così importante. Perché, come insegna il maestro Sergio Leone per bocca di Clint Eastwood, «il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava». Con ‘El Ropero’, il Bologna può sperare di avere ancora un colpo in canna. Senza di lui, la buca rischia di farsi profonda.

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Foto: Getty Images