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Rassegna stampa 22/11/2019

Tre cavalli

Una vita di un uomo dura quanto quella di tre cavalli, e tu hai già sotterrato il primo (Erri De Luca, ‘Tre cavalli’, 1999) – Il protagonista di questo libro, un fuggiasco, ad un certo momento cerca di stivarsi su una piccola imbarcazione per andarsene il più lontano possibile da dove si trova. Si propone allora come mozzo, ma si sente rispondere che è troppo vecchio per quell’incarico. Storie di mare.
Poi ci sono quelle di terra, quella terra che prima ti trema sotto ai piedi e sulla quale proprio per questo devi imparare a tenere i talloni ben piantati, perché non crollare è un buon primo passo per poi ripartire. Sinisa Mihajlovic lo sa bene, lui che ormai di cavalli ne ha sotterrati due ma fuggiasco non lo è mai stato e non lo sarà mai. Per arrivare a sotterrare il terzo, avrà bisogno di tante cose.
Cure e fortuna in primis, entrambi elementi sui cui però non può avere il pieno controllo. Nessuno potrebbe. Ma in ciò che è in suo potere, ovvero il riappropriarsi di se stesso e degli spazi che gli appartengono, Sinisa ha già dimostrato di voler investire tutte le energie di cui dispone. E l’unico terreno che ora ha bisogno di sentire sotto i piedi è il campo da calcio.
Così si è presentato a Verona tra lo stupore, la gioia e la commozione di tutti. Ha ripreso il suo posto in prima fila, senza la tracotanza dell’attore di punta che va a prendersi l’applauso. Discreto, semi-nascosto nel suo cappellino, ha guidato come al solito i suoi ragazzi fino a pochi minuti dal termine del match, quando si è avviato negli spogliatoi mestamente (ma solo per il risultato che stava maturando) e da lì è corso subito a Bologna. Corso, non fuggito.
Corso come i cavalli della storia dalla quale siamo partiti, tre, quel numero che ormai è diventato cabala e sulla scia del quale i rossoblù avrebbero agilmente potuto continuare, se fossero stati più cinici. Tra la rosa del Bologna e dell’Hellas possono comodamente starci tre gol di differenza e forse questa stessa partita, giocata in un altro momento della stagione, avrebbe visto i pronostici rispettati. Così non è stato, gli ospiti hanno galoppato fino al vantaggio e poi si sono un po’ seduti sulla loro superiorità, un errore da non fare mai e non degno della loro guida tecnica.
La presenza in panchina del mister e la sua lotta orgogliosa e tenace contro la malattia, hanno in qualche modo attutito l’amarezza per il risultato finale, come sempre avviene di fronte a qualcosa capace di ristabilire le priorità. Eppure, Mihajlovic non avrebbe voluto evocare un sentimento più lontano. La sua priorità è il calcio, lo è sempre stata, e lo ha dimostrato inequivocabilmente ieri sera, mettendola davanti a tutto il resto. Se al mister una deroga sarà concessa ogni volta che lo vorrà, la squadra non dovrà più alzare le mani dalle briglie prima del dovuto, pena l’imbizzarrirsi di cavalli che avrebbero potuto essere domati in tutta tranquillità.

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Foto: oasport.it