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Rassegna stampa 30/10/2019

Colpa delle favole

E rispondo alle paure che io non sono in questo corpo (Ultimo, ‘Colpa delle favole’, 2019) – Sotto le Due Torri, la sensazione di essere finiti dentro ad un romanzo aleggia già da un po’. Sulla vicenda di un valoroso comandante momentaneamente costretto a defilarsi dalle battaglie che il suo esercito combatte in giro per la nazione, battaglie che il suddetto esercito sembra impossibilitato a perdere proprio perché le combatte in nome di quel comandante, un bravo romanziere potrebbe costruirci il suo successo.
E figuriamoci poi se il Bologna, reale più che mai, ci piazza il carico da undici e, di ritorno dalla trasferta di Brescia, va a fare un’improvvisata sotto la finestra della camera d’ospedale di Mihajlovic. Sembra quasi una rivisitazione di Giulietta e Romeo che, nelle fantasie del già ricchissimo scrittore di cui sopra, potrebbe avere come argomento i due punti persi dai rossoblù proprio nella città degli amanti più famosi al mondo, quei due punti che avrebbero permesso a Dzemaili e compagni di guardare tutti dall’alto.
Dopo anni di patimenti sportivi, di alti e bassi in cui i secondi erano percepiti più dei primi, non sarà certo questa rubrica a tarpare l’entusiasmo di chi in questi giorni sta sognando una storia a lietissimo fine.
È comprensibile e sottoscrivibile: proprio qui sopra non si lesinarono critiche all’idea di una salvezza da festeggiare a sorsi di champagne. Diviene invece insostenibile se si cade nel peggior risvolto possibile di questa storia, ovvero nel più sordido, velenoso ed esecrabile chiacchiericcio da bar che monta nel primo istante in cui le circostanze sembrano non pendere più verso risvolti favolistici, ma piuttosto verso un piccolo, spiacevole, inaspettato colpo di scena. Fuor di metafora, i pesanti commenti che durante il primo tempo del Rigamonti un manipolo di tifosi ha fatto piovere in tempo reale sul Web sono ingiustificabili e da condannare, senza se e senza ma.
Mettere in dubbio la bontà del lavoro di un intero staff tecnico di Serie A, la scelta della società di confermare Mihajlovic nonostante il suo stato di salute (lodata a gran voce fino a pochi giorni fa), e l’effettivo valore della rosa dopo i primi 45 minuti di Brescia, denota, nella migliore delle ipotesi, uno scarso attaccamento alla realtà.
In questi mesi, purtroppo o per fortuna, a Bologna ci si è abituati alla straordinario.
Non è comune che un allenatore rimanga in sella alla sua squadra nonostante la leucemia, che la segua in trasferta a due ore d’auto dall’ospedale subito dopo aver concluso un ciclo di chemioterapia, e che faccia anche l’impossibile pur di essere presente in ogni momento, a bordocampo o in collegamento diretto. Ed è tutto fuorché ordinario che una squadra immersa in una situazione tanto complicata sia rimasta imbattuta nelle prime tre giornate di campionato e abbia centrato tre vittorie nelle prime quattro partite stagionali, considerando anche la Coppa Italia. Partendo da questa consapevolezza, ogni piccolo scivolone in cui il Bologna incapperà da qui alla fine dell’anno sarebbe bene che venisse commentato con ben altri toni, e si badi, non se ne fa solo una questione di rispetto umano dovuto a Sinisa e ai suoi ragazzi.
Nella speranza che la malattia del mister si trasformi presto in un brutto e lontano ricordo, proviamo per un attimo a cancellarla da questa storia e concentriamoci solo sul campo.
Nessuno in società, ad inizio anno, ha parlato di scudetto. Nessuno ha promesso la Champions League, e nemmeno l’approdo sicuro in Europa League. Gli obiettivi sono stati molto ben delineati, e non prevedono vincere ogni singola partita con tre gol di scarto. La crescita della squadra c’è stata ed è sotto gli occhi di tutti, ma sia chiaro fin da subito che si tratterà di una scalata graduale condita da qualche inciampo, e non della traiettoria di un razzo sparata a tutta velocità verso la Luna.
Forse è colpa delle troppe favole lette in tenera età, se qualcuno si aspettava di vivere una storia diversa. Si sgombri il tavolo da ogni dubbio, allora: non siamo dentro ad una favola.
La malattia di Sinisa non può sparire perché messa tra parentesi in un articolo, il Bologna farà un campionato molto più stabile rispetto allo scorso ma non contenderà lo scettro di campione d’Italia alla Juventus.
Chi non dovesse gradire una trama così articolata, che cambi libro.

© Riproduzione Riservata

Foto: Getty Images