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Cosa sei disposto a perdere?

Cosa sei disposto a perdere?

Mi fido di te, cosa sei disposto a perdere? (Jovanotti, ‘Mi fido di te’, 2005) – Non sarà certo questa rubrica ad insegnare che ogni scelta comporta una rinuncia. Ma considerare pro e contro di una data scelta, è l’ingrato compito che spetta a chi la cura.
Al termine del match del Tardini, allenatore e giocatori rossoblù hanno finalmente calato la maschera. Non vi piace questo Bologna? Fatevene una ragione, perché tale resterà fino al mercato di riparazione. Non ci sono i mezzi per proporre di meglio, alla tecnica ora va preferita la sostanza, al bel gioco la solida concretezza dei punti.
Sarri e Allegri, l’anno scorso, hanno combattuto una battaglia ideologica lunga un’intera stagione su questo tema. Chi ne sia uscito vincitore, lo sanno tutti. Il prezzo da pagare è stato quello di guardare una Juventus quasi mai esaltante e mai e poi mai ‘giocoliera’, ma a maggio sono stati i bianconeri a mettere l’ennesimo scudetto in bacheca, non i partenopei tanto acclamati da Guardiola. Ecco, o sei Guardiola e riesci a coniugare calcio esemplare e vittorie, oppure è meglio togliersi lustrini e paillette e indossare l’elmo. E sotto le Due Torri, di Guardiola non se ne vedono. E nemmeno di Messi o di Agüero.
Estrapolato dalle dichiarazioni in ‘calcese’, il concetto espresso dal mister e dai suoi ragazzi è stato questo. E sì, lo sanno di proporre uno spettacolo per cui i tifosi non faranno proprio a pugni ai botteghini, nella smania di accaparrarsi l’ultimo biglietto utile per le gradinate. E ancora sì, sanno che nella partite contro Milan e Parma non si sono limitati a parcheggiare il proverbiale pullman davanti alla porta ma ci hanno piazzato un treno merci, mezzo indubbiamente stabile ma non propriamente indicato per le ripartenze veloci. Lo sanno, e hanno deciso che al momento gli va bene così. Che non c’è spazio per i sofismi, per la retorica del divertimento da offrire al pubblico pagante. Almeno fino a a gennaio, il copione resterà il medesimo.
E dopo? Cosa succederà, dopo il mercato? Se questa rosa verrà irrorata da innesti di cui ha un indubbio bisogno e riuscirà a salvarsi, qualcuno verrà a dirci che lo aveva sempre saputo, che seppur con qualche difficoltà iniziale l’obiettivo primario è stato centrato per il terzo anno di fila, e che si sta già guardando all’estate per assicurarsi una serena permanenza in Serie A anche nella stagione 2019-2020?
Dopo una prima parte di campionato vissuta costantemente al ribasso, iniziata con il sogno di potersi anche divertire una volta raggiunti i 40 punti in classifica e scivolata verso un «sapevamo che con le scelte fatte in estate avremmo fatto fatica», ci sarà chi avrà il coraggio di tirare dritto fingendo che non sia successo nulla?
Perché al tifoso importa soprattutto di restare in A, e pazienza se non vedrà la squadra giocare con il tiki-taka. Ma ogni scelta comporta una perdita, e ciò che il Bologna sta lasciando per strada è la credibilità. La piazza stringerà i denti fino a quando sarà necessario, ma a maggio qualcuno dovrà fornirle delle spiegazioni – possibilmente convincenti – circa questa continua corsa all’indietro.

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