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Guida galattica per gli autostoppisti

Guida galattica per gli autostoppisti

Guida galattica per gli autostoppisti (Douglas Adams, 1979) – Nel celeberrimo libro di Adams, ormai prossimo a compiere quarant’anni d’età, un gruppo di scienziati dà vita a Pensiero Profondo, un computer talmente fenomenale da essere in grado di fornire la risposta della risposte: quella «sulla vita, sull’universo e su tutte le cose». Dopo sette milioni e mezzo di anni, il computer perviene finalmente ad una risposta: 42. Gli scienziati sono sbigottiti e chiedono chiarimenti al cervellone, il quale, irremovibile, spiega loro di essere sicurissimo della sua risposta. Se la sua risposta non li soddisfa, conclude, evidentemente non devono mai aver veramente capito quale fosse la domanda.
A che pro questa introduzione? Perché non saranno sette milioni e mezzo, ma da innumerevoli anni i giocatori del Bologna si presentano ai microfoni del post partita con in bocca sempre la stessa risposta: «Non siamo entrati bene in campo, non abbiamo messo in pratica quello che ci ha chiesto il mister e abbiamo regalato X minuti ai nostri avversari». Alla luce di ciò, forse è giunto il momento anche per noi giornalisti di fare un po’ di sana autocritica, organizzare una grande riunione tra colleghi e stabilire qual è l’unica domanda veramente utile da porre ai calciatori dopo il triplice fischio.
Umilmente, in questo spazio ne verrà proposta una: «Com’è possibile che sistematicamente si ricada negli stessi errori e si finisca per non mettere in pratica quanto richiesto dal mister, concedere X minuti agli avversari, prendere gol assurdi e infine capitolare?». Anche il più testone degli studenti, prima o poi, la lezione la impara. Perché ai ragazzi in maglia rossoblù non succede mai? Questo sì che è il quesito del secolo, mica quelle baggianate sul senso della vita, la creazione dell’universo et similia.

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