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Il peso del coraggio

Il peso del coraggio

Sono questi vuoti d’aria […] tutte queste distrazioni, a farci perdere (Fiorella Mannoia, ‘Il peso del coraggio’, 2019) – «Se nell’intervallo ho spaccato una lavagnetta? No. Non ho avuto bisogno di dire niente di eclatante, i ragazzi si erano già resi conto in campo dei vantaggi che avrebbero avuto giocando con coraggio e di cosa avrebbero perso a causa della paura».
Il manifesto delle prime due settimane rossoblù di Sinisa Mihajlovic è tutto qui, ancora di più che nel cambio di modulo o nella rivitalizzazione di Mattia Destro. Queste, semmai, sono conseguenze. Il nuovo mister chiede testa alta e intraprendenza, pretende vigoria e lo fa per una ragione ben precisa: è convinto che i suoi uomini abbiano tali caratteristiche dentro di sé. Non è più tempo delle scuse, dei calciatori da difendere a spada tratta perché troppo giovani o troppo sfortunati, ora «la fortuna bisogna portarla dalla propria parte», e non c’è ragione per cui la timidezza imballi le gambe.
A cosa portano paura e titubanza? A concedere dieci minuti di arrembaggio ad un Genoa cui basta una palla inattiva ben calciata per ristabilire la parità, per posizionare un nuovo ostacolo su una strada che poteva già essere avviata verso la seconda vittoria consecutiva. A giudicare da quanto avevano fatto vedere solo una settimana prima al Meazza, è possibile che per i felsinei sia stato facile tenere a mente la lezione contro una formazione che con ogni probabilità strapperà un biglietto per la prossima Champions League, un po’ meno di fronte ad un’avversaria di poco superiore. Insomma, un leggerissimo calo di tensione, comprensibile ma fatale.
Attenzione, è severamente vietato lamentarsi di un pareggio ottenuto dopo una prestazione convincente, soprattutto se due settimane prima si veniva umiliati dal Frosinone. Ma una quota che compone il peso del coraggio è data proprio da questo aspetto: se dimostri di potercela fare, il pubblico si aspetterà che tu ce la faccia. Fino a due settimane fa lo sciame di gente che usciva dal Dall’Ara avrebbe ringraziato il fato per non aver perso, domenica invece aleggiava un sottile rammarico per non aver razziato l’intero bottino. Sono le conseguenze di un coraggio ormai acquisito non solo dalla squadra, ma dall’intera piazza.
Questo Bologna può salvarsi, e può riuscirci strappando punti anche alle grandi ‒ o presunte tali ‒ del campionato. Stanno per arrivare Roma e Juventus, due clienti contro le quali non ci si può permettere di abbassare la guardia nemmeno per un istante. Anche la sfida contro l’Inter, solo una settimana fa, appariva proibitiva. Ma è bastata una guida nuova. E una bella scorta di coraggio.

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