Sempre e Comunque
shopping-bag 0
Items : 0
Subtotal : 0,00
View Cart Check Out

La promessa

La promessa

Se potessimo andare lontano senza avere paura, come certe idee, come le maree, questa è la promessa che ti faccio (Niccolò Fabi, ‘La promessa’, 2009) – Tra premesse e promesse varia solo una vocale, eppure, in un passaggio tanto piccolo, può cambiare davvero tanto. Sinisa Mihajlovic è arrivato a Bologna a fine gennaio e si è trovato davanti una squadra smarrita, abbattuta, e sulla quale aleggiava il funereo «date le premesse di questi mesi, un cambio in panchina potrebbe non bastare a risollevare la squadra», ma è progressivamente riuscito a farle rialzare la testa a colpi di promesse fatte e subito mantenute.
Il Sinisa-pensiero era già stato interamente esposto dallo stesso mister durante la conferenza stampa in cui si è presentato a Casteldebole per la seconda volta. Nel suo lungo intervento aveva glissato sull’analisi di alcuni singoli e di ciò che avrebbero potuto dare a livello tattico, limitandosi a spendere due parole di rito su Soriano e nulla più. Poi, però, aveva aperto una corposa parentesi su Destro e sull’importanza di avere a disposizione al massimo della forma un centravanti come Mattia, indicato addirittura come serissimo candidato ad essere la punta titolare di un Bologna nel quale, fino a lì, Santander era sembrato imprescindibile. Non solo. Il neo tecnico si era esposto presentando la sua idea di calcio votato all’attacco e alla costante ricerca dei tre punti ad una piazza in piena astinenza perfino di pareggi, mentalità che ha conservato a dispetto delle beffe poi arrivate contro Roma e Juventus.
Aveva eletto il Dall’Ara a fortino dal quale sarebbe stato difficile portare via punti, e i campi avversari come terreni di conquista sui quali scendere senza mai darsi per vinti in partenza, e ad oggi il cammino dei rossoblù ha fatto registrare più obiettivi raggiunti che inciampi imprevisti. Infine, Mihajlovic aveva sollecitato i giocatori a rispolverare un tasso tecnico più che discreto ma che sotto la gestione Inzaghi non erano stati in grado di esprimere con continuità. Emblematiche, da parte di chi è stato un vero e proprio asso in questo fondamentale, le parole spese sui ragazzi in grado di battere con qualità i calci piazzati, con citazioni per Sansone, Orsolini e quel Pulgar che nelle ultime tre partite ha realizzato altrettanti rigori pesantissimi.
Insomma, tra premesse e promesse cambierà anche solo una vocale, ma ciò che fa davvero la differenza è che le seconde bisogna essere bravi prima a sceglierle, e poi a mantenerle.

© Riproduzione Riservata