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Semplificazioni

Mi hai fatto fare tardi

Quanto mi hai fatto fare tardi per vedere l’alba (Nina Zilli, ‘Mi hai fatto fare tardi’, 2017) – Scorrendo tra i commenti degli utenti il giorno dopo l’amara trasferta di Roma, mi sono imbattuto in una frase che racchiude perfettamente le due anime che al momento si agitano all’interno del tifoso bolognese: «Quanto mi piacerebbe, domattina, svegliarmi e leggere che siamo alla terza giornata di campionato».
Perdere con i giallorossi, quando invece si sarebbe ampiamente meritato di vincere, è uno di quei risultati che alla terza giornata sei anche disposto ad accettare, soprattutto se nelle precedenti due partite hai raccolto quattro punti e conficcato la bandiera rossoblù sul terreno di San Siro. È molto meno consolante se un risultato del genere matura alla 24^, a maggior ragione se poi alla 25^ devi sfidare una delle squadre più forti d’Europa e rischi – come effettivamente è successo – di trovarti ancora terzultimo e con due gare in meno sulle quali poter contare.
Le sconfitte contro Roma e Juventus fanno doppiamente male perché, fossero capitate in un altro momento della stagione, avrebbero potuto accrescere l’autostima di una squadra a cui si richiedeva sostanzialmente di restare in A e poco più. Ad oggi invece rischiano di aumentare il sudore freddo sulla schiena dei calciatori, che con l’orecchio sulla cassaforte sono consapevoli di essere in grado di indovinare la combinazione che li porti dentro al caveau, ma sentono il tempo scivolarsi addosso e sanno che manca davvero poco all’attivazione dell’allarme rosso. Fuor di metafora, questo Bologna si sarebbe salvato sul velluto dieci volte su dieci, avesse avuto questa rosa e questo allenatore fin dall’inizio.
Personalmente, penso che il margine per farcela ci sia ancora, e che a volte il tifoso finisca per indulgere in pensieri autolesionisti. Se a questo punto del campionato Empoli, Udinese e Spal si trovano solo a tre, quattro e cinque punti di distanza in classifica, significa che non sono delle armate indistruttibili, e che presumibilmente continueranno a non raccogliere nemmeno un punto a gara di media.
I felsinei, che da Mihajlovic e dai nuovo innesti hanno ricevuto una spinta verso l’alto di cui le altre non hanno beneficiato, hanno quindi tutte le carte in regola per sconfiggerle sul campo (nel caso delle prime due) e superarle. Si legge già di un Parma sicuro benefattore dell’Empoli nel prossimo turno, o che tutto sommato per il Bologna non sarebbe neanche male strappare un pareggio in Friuli. Credo invece sia l’ora di entrare in un ordine di idee più obiettivo e più ancorato alla realtà: la società ducale non ha alcun interesse nello sfavorire i rossoblù nella lotta salvezza, e una squadra capace di dominare la prima e la quinta della classe deve legittimamente credere di poter battere una diretta concorrente.
È tardi, ormai l’abbiamo capito, ma fare tre punti a Udine e riaprire ogni discorso non è un miraggio, non è impossibile. Così come salvarsi. Bisogna solo convincersene.

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