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Non impariamo mai

Non impariamo mai

Quel che brucia, ancora di più della seconda sconfitta consecutiva e del fatto che sia arrivata nel derby contro la Fiorentina, è la sensazione che per lunghi tratti di partita il Bologna si sia accontentato del pareggio. Gli uomini di Roberto Donadoni hanno davvero accelerato solo due volte, subito dopo aver incassato le reti viola. In particolare, l’1-1 ottenuto immediatamente non ha fatto scattare nei rossoblù il killer instinct di chi capisce di avere davanti un avversario ferito a cui basta solo dare il colpo di grazia. Come il Piero cantato da De André, in fondo alla valle il Bologna ha avuto pietà del suo nemico ed è stato freddato senza nemmeno il tempo di accorgersene e reagire. Forse ieri Mirante e compagni non avranno perso una guerra, ma le battaglie da cui sono usciti sconfitti iniziano ad essere davvero troppe.

Just around the corner, half a mile to Heaven / Proprio dietro l’angolo, a mezzo miglio dal Paradiso (Cock Robin, ‘Just Around the Corner’, 1987) – Prima di Bologna-Fiorentina era lì che se ne stava acquattato, il Bologna, pronto a ghermire la preda e ad avvicinarsi ancora di più a quell’angolo, a quel bordo oltre il quale comincia la parte sinistra della classifica, e poco più in su il Paradiso. O almeno, era così che se lo sarebbero aspettati i tifosi, che invece gli unici sussulti da corner li hanno avuti sui primi due gol della partita, e a fine gara sono sciamati via dallo stadio Dall’Ara con la solita sensazione di incompiuto a pesare sul petto. Forse alcuni di loro avevano in mente un’altra frase che calzava a pennello con il pomeriggio appena passato: «La felicità è dietro l’angolo. Peccato che il mondo sia tondo».

We never learn, we been here before / Non impariamo mai, ci siamo già passati (Harry Styles, ‘Sign of the Times’, 2017) – Non impara mai una società che parla di decimo posto e poi viene puntualmente smentita in campo da una squadra che cerca di strappare un pareggio casalingo all’undicesima in classifica. Non impara mai un ambiente che quando il Bologna vince fa un incredibile sforzo mnemonico e ricorda perfettamente tutte le dichiarazioni di Saputo in merito alla crescita graduale e pluriennale, trovando una perfetta linearità nel progetto, e dopo una sconfitta chiede la testa di allenatore, dirigenti e pure di un grappolo di giocatori. Non impara mai una squadra che all’inizio del girone di ritorno dichiara compatta di voler fare meglio rispetto all’andata senza perdere punti per strada, e che poi, dati alla mano, tra la 20^ e la 23^ giornata raccoglie un punto in meno di quelli messi in cascina tra la 1^ e la 4^. Non impara mai un allenatore che da 93 partite ripete che il suo gruppo deve crescere in convinzione e aggressività, dimenticando che fin dal suo arrivo condivide lo spogliatoio con gran parte dei ragazzi a cui ripete questa litania, e allora le opzioni sono due: o siamo davanti ad un caso irrecuperabile di giocatori senza nerbo che non miglioreranno mai, oppure un minimo di responsabilità per la l’assenza di fame agonistica e mentalità vincente sarebbe il caso di iniziare a ricercarla anche nel mister stesso.
Nessuno impara mai, e dire che di tempo per assimilare la lezione ce ne sarebbe stato a volontà. Questo è il terzo anno in cui viene propinata più o meno la stessa minestra, eppure all’alba di una nuova delusione c’è ancora chi sembra stupirsi per quel sapore così fastidioso che proprio non vuole andarsene. Il Bologna è questo, ci si abitui. Decine e decine di milioni sono stati versati dal patron Saputo per risanare il debito societario, acquistare il centro tecnico di Casteldebole e rinnovarlo, e chissà quanti altri ne sono stati messi in preventivo per la ristrutturazione del Dall’Ara. Un importante esborso economico che cambi faccia alla rosa non è quindi previsto, e dovranno rassegnarsi i detrattori di Donadoni: finché i rossoblù navigheranno in acque tranquille, non ci sarà ragione per procedere ad un esonero. Insomma, all’orizzonte non si prevedono grossi cambiamenti, e imparare adesso la lezione preserverebbe dalle delusioni che, purtroppo, questa squadra continuerà a regalare a tempo indeterminato.

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