Non succederà più

Il Bologna più brutto della stagione viene calpestato dal Torino del nuovo tecnico Walter Mazzarri e perde 3-0 la prima gara del 2018. Non c’è una singola nota da salvare nella prestazione dei rossoblù, non una sufficienza da assegnare. La rabbia sbandierata a seguito della sconfitta contro l’Udinese ha lasciato il posto ad un’arrendevolezza sconfortante, lo spettacolo è stato tanto desolante da sembrare una farsa. Il leitmotiv del giorno è «il vero Bologna non può essere questo», e c’è da crederci: così come non si diventa fenomeni dall’oggi al domani, non è nemmeno possibile un’involuzione tanto clamorosa rispetto alla squadra che nel girone d’andata era stata anche artefice di ottime prestazioni.

Proteggimi, perché io sono uno di quelli che se a calcio sbaglia il primo pallone butta via tutta la stagione e non si riprende più (Thegiornalisti, ‘Proteggi questo tuo ragazzo’, 2014) – Che fine ha fatto il Bologna che aveva bisogno di uno schiaffo ma poi, perlomeno, riusciva a reagire e a raddrizzare la partita? Dove si sono persi i giocatori di cui per mesi si è detto che finalmente combattevano fino all’ultimo minuto, senza perdere in zona Cesarini punti di cui rammaricarsi a fine stagione? La partita di Torino non ha il sapore dell’inciampo, fisiologico all’interno di un percorso in salita. È un passo indietro, imperdonabile perché porta soprattutto la firma di quegli elementi che nelle ultime settimane avevano incrementato e non poco il loro rendimento. Il pacchetto offensivo schierato contro i granata è stato innocuo per l’intera partita, mentre Erick Pulgar, dopo un filotto di gare in cui era quasi sempre risultato tra i migliori in campo, è colato a picco trascinando con sé tutta la squadra: prima non ha fa buona guardia sulla zona d’area di sua competenza lasciando De Silvestri libero di colpire di testa, poi sbaglia il rigore del possibile 1-1, infine regala al Torino il pallone da cui si sviluppa il gol del 2-0. Purtroppo non è la prima volta che il cileno incappa in una prestazione del genere, basti pensare alla punizione calciata alle stelle contro il Napoli (dopo averla sottratta a Verdi) e al successivo errore che spalancò la strada al raddoppio partenopeo. Nel sottolineare questi episodi l’intenzione non è quella di gettare la croce addosso al ragazzo, quanto quella di spronare lui e i suoi compagni a non staccare la spina dopo un errore. L’errore va accettato, l’arrendevolezza combattuta.

Che succede? Quando ho bisogno di te succede che tu non ci sei, troppa fiducia rovina l’amore e adesso un mistero sei tu (Claudia Mori, ‘Non succederà più’, 1982) – Non ci sono dubbi sul fatto che, come hanno tenuto a mettere in chiaro sia Roberto Donadoni che Riccardo Bigon, l’amareggiante prestazione di ieri sia stata un’eccezione, perché quest’anno mai era successo che il Bologna non scendesse nemmeno in campo. Gli stessi dubbi, però, emergono quando la discussione vira sulla cronica incapacità dei rossoblù nel fare quel passo in più che tanto si sta facendo attendere, e si sentono dichiarazioni secondo cui la formula magica consisterebbe nella semplice aggiunta di un po’ più di convinzione nei propri mezzi. Ne siamo sicuri? Il passo in più rispetto alla posizione di classifica che ad oggi ricoprono i felsinei sarebbe un passo extracomunitario, quello che porta all’Europa, e quest’anno la squadra non è stata costruita per compierlo. Non sembra esserci alcun equilibrio tra il sostenere che l’obiettivo a breve termine sia mantenere la classifica acquisita, se non provare a migliorarla, e l’invito ad avere fiducia nel lungo respiro del piano decennale e a non demonizzare una sconfitta, quando poi in campo si assiste a spettacoli poco edificanti. Cos’è ad oggi il Bologna? Di fatto né carne né pesce, e il dodicesimo posto ne è solo una diretta conseguenza. La finestra di mercato invernale offre ai rossoblù la possibilità di imboccare una delle due strade, quella che effettivamente porta nei paraggi dell’Europa e quella che porta a sperare di fare un punto in più rispetto all’anno scorso. Nel nome della fiducia al progetto, i tifosi dovrebbero riuscire ad accettare anche questa seconda ipotesi, ma non ci si prenda gioco di loro continuando a raccontare di un Bologna che al momento non esiste.

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