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Reddito di cittadinanza: andare allo stadio è una spesa immorale?

Riconoscere ciò che inferno non è

Riconoscere ciò che inferno non è (Italo Calvino, ‘Le città invisibili’, 1972) − Italo Calvino scrisse che uno dei modi per sopravvivere a quello che definiva «inferno dei viventi» è saper riconoscere in mezzo ad esso ciò che inferno non è, «e farlo durare, dargli spazio». L’abisso che separa Juventus e Bologna non lo si è certo scoperto ieri sera, e sarebbe illogico pungolare i rossoblù per la prestazione offerta nella serata torinese. I ragazzi di Inzaghi hanno tentato di affrontare i pluricampioni d’Italia con un approccio che non fosse il solito posizionamento del pullman davanti alla propria porta. Solo pochi giorni prima, il Frosinone aveva resistito più di ottanta minuti adottando quella tattica, salvo poi capitolare sotto i colpi di un’avversaria semplicemente più forte.
La Vecchia Signora è una delle primissime potenze europee, e dalla panchina può attingere a risorse capaci di fornire lo stesso contributo dei titolari. Al contrario, al Bolgna mancavano Donsah, Helander, Palacio, Poli e Pulgar, e potevano disporre di Santander e Svanberg solo a mezzo servizio, tutti giocatori che questa squadra non potrebbe praticamente mai permettersi di escludere, se li avesse a disposizione. Si scrive spesso, a seguito di sconfitte contro le prime della classe, che non sono quelle le partite su cui bisogna fare affidamento per muovere la loro classifica. Tale affermazione, sulla quale nel recente passato sotto le Due Torri ci si è seduti fin troppo comodamente, appare altresì una sinistra verità anche per le compagini di vertice, figurarsi per una realtà come quella rossoblù.
Allo Stadium è andata in scena la più classica riproposizione di Davide contro Golia, e come accade 999 volte su 1000, il primo ha capitolato. In attesa che prima o poi la ruota giri e si possa assistere al millesimo caso restante, la formazione bianconera sulla quale perdere il sonno è sicuramente la prossima avversaria di Dzemaili e compagni, e non quella appena affrontata. Lei, chissà ancora per quanto, farà storia a sé.

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