Sempre e Comunque
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Buone notizie per Poli, nessuna lesione al polpaccio

Sempre in corsa, sempre a metà

Peccato. Certo, ci si può consolare pensando alla classifica, o al fatto che il Bologna di quest’anno sembra capace di non mollare fino all’ultimo minuto e di raccogliere punti che nelle due passate stagioni, in occasioni simili, avrebbe perso per strada. Ma un po’ di amaro in bocca resta comunque, perché il Cagliari di Lopez ha mostrato notevoli lacune sul piano tecnico e non avrebbe potuto avere nulla da recriminare se i rossoblù di casa fossero riusciti a fare bottino pieno. Qualche perplessità l’hanno invece manifestata proprio i felsinei, che hanno reclamato due rigori, uno per tempo. Nella prima occasione, il pallone incocciato da Palacio ha sbattuto prima sulla faccia e poi sul braccio di Ceppitelli, per cui è stato giusto non assegnare il penalty. Discorso diverso per la clamorosa trattenuta di maglia lamentata da Maietta nella seconda frazione, per la quale forse il silent check del VAR non è stato sufficiente. La Penna sarebbe potuto andare a controllare di persona l’entità del contatto, così come avrebbe dovuto essere più parsimonioso sui fischi durante la gara e sull’assegnazione dei cartellini. In totale sono stati otto i gialli sventolati, sei dei quali a danno di giocatori del Bologna, tra cui Poli, che era diffidato e salterà il Milan domenica prossima. A proposito, il Milan. Sarà la prima a San Siro di Gattuso come allenatore, dopo la beffa di essere stata la prima squadra della massima serie a concedere punti al Benevento. I rossoneri saranno arrabbiati, ma una squadra che ha imparato a lottare fino all’ultima azione non può avere paura di un diavolo scornato.

Sempre in corsa, sempre a metà (Riccardo Fogli, ‘Storie di tutti i giorni’, 1982) – L’acquolina in bocca era rimasta anche dopo pranzo, il clamoroso pareggio del Benevento contro il Milan aveva aperto scenari interessanti: con una vittoria il Bologna sarebbe salito al settimo posto, a respirare l’aria dell’Europa. I felsinei hanno invece pagato un approccio alla gara troppo rilassato, e si sono addirittura trovati a rincorrere un Cagliari passato in vantaggio quasi per caso. Ad eccezione di una ghiotta occasione per Joao Pedro e un tiro di Ionita deviato da Mirante, infatti, i sardi hanno creato pochissimo e per gran parte del match si sono limitati a cercare Pavoletti con una palla alta spedita direttamente dalla difesa. Tanti, troppi errori di misura da ambo le parti, ma gli isolani possono comunque dirsi soddisfatti di essere rimasti imbattuti per la seconda trasferta consecutiva. Mirante e compagni sognavano più in grande, ma si sono dovuti accontentare di un punto che comunque li mantiene sempre in corsa, sempre a metà classifica.

Sei, semplicemente sei (Jovanotti, ‘A te’, 2008) – Sei. Sono i gol che, con quello splendido messo a segno ieri, hai segnato in carriera al Cagliari. Sono anche i mesi, con l’aggiunta di un paio di settimane, che il Dall’Ara ha dovuto attendere prima di poter gridare di nuovo il tuo nome. L’ultima volta era successo a maggio, per una doppietta nel 3-1 inferto al Pescara. Non c’è molto altro a aggiungere, se non che tutta Bologna si augura di tornare a sgolarsi molto presto, senza dover aspettare di nuovo tutto questo tempo. Sei, semplicemente sei, il nome che più ci piace urlare a squarciagola. Bentornato, Mattia.

Riprenditi le lacrime e spazza via le nuvole, non perderti e chiedimi se ho ancora bisogno di te (Nina Zilli, ‘Riprenditi le lacrime’, 2015) – Vederti uscire in lacrime dopo la partita contro la Sampdoria, in un certo senso, ha fatto piacere a tanti. Non fraintendere, quella di Bologna non è certo una tifoseria cinica, e non devo certo spiegartelo io. Sei cresciuto qua, sei un ‘cinno’ come lo sono io. È che qualcuno che piange per attaccamento alla maglia, da queste parti, non lo si vedeva da un po’. Di Paramatti che singhiozza nella conferenza stampa in cui annuncia il trasferimento alla Juve ho solo sentito parlare, l’ho visto su YouTube ma non l’ho vissuto in prima persona. Il recente passato è pieno di giocatori che il Bologna se lo sono lasciato alle spalle ben volentieri, salvo ricordare la piazza con grande affetto ogni volta che tornano a giocare al Dall’Ara o vengono intervistati. Quindi lo ammetto, c’ero anche io nella lista di chi è stato felice di sapere che avevi pianto, ma sono stato ancora più felice quando ieri pomeriggio dal limite dell’area hai appoggiato quella palla sulla testa di Destro. Il tuo cross è quasi passato in secondo piano rispetto alla prodezza di Mattia, ma non ai miei occhi. Già, gli occhi. Non piangere più, non perderti e chiedimi se questa piazza ha ancora bisogno di te. Io risponderei di sì.

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