Siamo sicuri che...

Siamo sicuri che…

La Fiorentina del turno precedente era una squadra in crisi, eppure le è bastata una minima accelerazione per avere la meglio sul Bologna. L’Inter di domenica veniva fischiata dai suoi stessi tifosi, eppure il risultato è stato il medesimo. Siamo sicuri che ad essere in crisi non siano proprio i rossoblù?

Siamo sicuri che… tutto vada? Siamo sicuri che… è per il meglio? (Patty Pravo, ‘Siamo sicuri che…’, 2004) – Quinta sconfitta nelle ultime sei partite, sesta nelle ultime otto e una classifica che, prendendo in esame le ultime quindici gare, vedrebbe i rossoblù al quintultimo posto, con soli tre punti di vantaggio sulla terzultima. I numeri non sono tutto ma certe volte sono abbastanza, specialmente se non trovano una giustificazione. Alla luce dei fatti, viene allora spontaneo puntare la lente d’ingrandimento su un’altra cifra dissonante: i cinque milioni che il Bologna verserà il prossimo anno a Roberto Donadoni e al suo staff, e che rendono improbabile un esonero a stretto giro di posta del tecnico bergamasco. Quel prolungamento di contratto così anticipato, se allora risultava sorprendente, oggi appare totalmente ingiustificato. Come è già stato ripetuto tante volte, l’obiettivo che la società si pone di anno in anno è di fare sempre un po’ meglio rispetto alla stagione precedente, ed è indubbio (più o meno) che Donadoni possa assicurarne un comodo conseguimento. D’altro canto, la sensazione è che l’attuale allenatore del Bologna non stia facendo rendere al massimo i giocatori di cui dispone. Detta in altre parole, è probabile che i rossoblù non siano così indietro nel celeberrimo sentiero di crescita che stanno percorrendo, ma che stiano arrancando più del dovuto perché non guidati a dovere. Il punto non è gettare la croce addosso al tecnico per far crollare, partendo dal tassello più alto, l’intera struttura. Piuttosto, porsi una domanda: siamo sicuri che Donadoni e il Progetto con la P maiuscola siano entrambi difendibili?

E non mi dire che non lo volevi, che non lo sapevi che finiva così (Vasco Rossi, ‘Va bene, va bene così’, 1984) – Se alla domanda appena posta non verrà riservata la giusta attenzione, in futuro non ci si stupisca. Non ci si stupisca se nel prossimo trittico di partite, contro Sassuolo, Genoa e Spal, il Bologna riuscirà (si spera) a raccogliere dei punti che tutto d’un tratto lo faranno uscire dalla crisi di risultati. E non ci si stupisca se nel tris ancora successivo, composto da Roma, Lazio e Atalanta, i rossoblù non dovessero riuscire a raccogliere nulla, come accaduto nel girone d’andata. Il Bologna è questo e non cambierà, a meno che a cambiare non sia chi si siede in panchina.

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