Un passo indietro

Un passo indietro

Ieri pomeriggio i rossoblù si sono arresi di misura all’Atalanta, mancando l’appuntamento con la quarta vittoria consecutiva. Le citazioni odierne, una delle quali è fra l’altro di un cantautore bolognese di nascita e fede calcistica, vanno tutte e quattro nella stessa direzione: vietato fare drammi, l’imperativo è ricordare quanto di buono fatto finora e raccogliere i cocci che si sono infranti a Bergamo per ricomporli già mercoledì. Non sarà facile, ma giocando senza paura il Bologna di quest’anno potrà dire la sua anche contro la super Lazio di Simone Inzaghi.

Ci vuole un fisico bestiale per resistere agli urti della vita, a quel che leggi sul giornale, e certe volte anche alla sfiga (Luca Carboni, ‘Ci vuole un fisico bestiale’, 1992) – Un pacchetto difensivo composto da Caldara, Toloi, Masiello e Palomino, ma non solo. Le geometrie di De Roon e i guizzi di Spinazzola. Cristante e Petagna, il primo straordinario negli inserimenti in area e il secondo bravissimo a tenere palla, prendere fallo, dispensare sponde ai compagni e far salire la squadra. Una squadra che coniuga perfettamente fisicità e tecnica, a cui in estate è stato aggiunto un danese che proprio di Petagna sembrava il doppione, ma che ha impiegato ben poco a smentire le perplessità sul suo conto e a diventare la prima alternativa dell’attacco bergamasco, di fatto riducendo ancor di più lo spazio per i giovanissimi Orsolini e Vido. Fatta eccezione per la recente partita contro la Juventus, nella quale Gasperini lo ha tolto dal campo dopo trenta minuti ampiamente insufficienti, Andreas Cornelius si è preso l’Atalanta grazie a prestazioni di grande quantità e qualità, due parole che nella formazione orobica vanno sempre di pari passo. E se a questo identikit aggiungiamo il rimpallo che ha fatto carambolare il pallone sui piedi di Freuler, poi abilissimo ad imbeccare in area proprio il vichingo per il gol decisivo, appare ancora più chiaro come ieri il Bologna si sia dovuto arrendere soprattutto alla sfortuna, ancor prima che alla fisicità degli avversari.

Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo (Massimo Gramellini, ‘L’ultima riga delle favole’, 2010) – Niente di grave, solo un piccolo incidente di percorso occorso ad una squadra che ha davanti a sé una stagione ancora molto lunga e dentro di sé la voglia di non concluderla nella mediocrità. Solo un piccolo passo indietro, dunque, in campo e in classifica, utile magari per riassestarsi. Il Bologna sceso in campo ieri a Bergamo non ha mostrato quel cinismo che gli aveva permesso di espugnare il Mapei Stadium e Marassi, ed ha perso il settimo posto a vantaggio dello spauracchio Chievo, vittorioso nel derby veronese. Il celeberrimo bicchiere mezzo pieno va infatti visto nelle facce scure di chi è sceso in campo convinto di poter strappare almeno un punto ad un’Atalanta sempre di più europea, e nelle parole di Adam Masina, che addirittura ha parlato di passo avanti verso la maturità e non di passo indietro. La speranza è che abbia ragione lui, e che l’equilibrio si spezzi nella direzione giusta il prima possibile, magari già contro la Lazio.

Non sparate sul pianista! (Renzo Arbore, ‘Non sparate sul pianista’, 2002) – Dove in realtà i pianisti in questione possono essere due, ovvero Roberto Donadoni e Mattia Destro. L’immediato post-partita di Bergamo è stato molto simile a tanti, troppi post-partita dell’anno scorso, quando il mister e l’attaccante ascolano erano i principali bersagli. Il geniale allenatore a cui si deve il merito di aver fatto rinascere Donsah, di aver fatto arrivare Verdi in Nazionale, e di aver insistito su Pulgar fino a renderlo un perno di questo Bologna, non può nel giro di novanta minuti diventare un incapace che causa la sconfitta della sua squadra con una sostituzione troppo difensivista. L’inserimento di De Maio a gara in corso si era già visto in altre circostanze, come ad esempio nelle sfide contro Genoa e Spal, dalle quali i rossoblù erano usciti vittoriosi. Il francese è subentrato a Di Francesco per passare a tre in difesa, nell’intento di reggere meglio l’urto della coppia di giganti Cornelius-Petagna. Dispostosi con il nuovo schieramento, il Bologna ha effettivamente subito il gol dei bergamaschi, ma non ha comunque smesso di giocare e di mettere in difficoltà gli avversari. Pochi minuti dopo lo svantaggio, infatti, Verdi ha fatto fischiare un pallone di pochissimo alla destra di un Berisha immobile. La differenza vera l’ha fatta l’espulsione di Gonzalez, è stato da quel momento che la squadra non ha più saputo reagire. E a tal proposito, almeno per una volta, si risparmino gli attacchi a Destro: è entrato in campo nel momento più difficile, sulla già citata occasione di Verdi è stato bravissimo a portare via l’uomo e a creare lo spazio che consentisse al numero 9 di tirare in porta, e più in generale non ha avuto nemmeno una palla giocabile. Eppure, quando le cose vanno male la colpa sembra soltanto sua. Non avrà sempre il giusto atteggiamento e non si dannerà su ogni pallone quanto Palacio, ma questa volta invocare il rogo di Mattia è puro accanimento.

Canzoni che ti amo ancora anche se è triste, anche se è dura, canzoni contro la paura (Brunori Sas, ‘Canzone contro la paura’, 2017) – Tanti giocatori hanno i loro riti, più o meno scaramantici, prima di scendere in campo, e alcuni di essi riguardano la musica. Ascoltare sempre le stesse note a pochi minuti da una sfida li sprona poi a battersi con la giusta determinazione, e chissà allora quale sarà la canzone contro la paura che i ragazzi di Donadoni ascolteranno prima di affrontare la Lazio mercoledì sera. È innegabile che una squadra capace di battere due volte la Juventus in questa stagione, e che grazie alla vittoria di ieri sera contro il Cagliari si è issata al terzo posto insieme ai bianconeri, possa agitare il sonno dei rossoblù. Ed è pacifico che affrontare l’attuale capocannoniere della Serie A, quel Ciro Immobile che ha segnato 13 reti in 9 partite, con la difesa incerottata e orfana di Gonzalez, Mbaye e Torosidis possa incutere timore. E quindi non resta che alzare il volume, mandare via i cattivi pensieri e tirare fuori il coraggio, quello che ieri il Bologna non ha portato con sé nella trasferta di Bergamo.

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