Bel Bologna, ma manca ancora un attaccante

Bel Bologna, ma manca ancora un attaccante

I sorrisi che tutti credono di aver visto sul volto di Destro (tranquillizziamo: sì, sono apparsi, ma non è che adesso si sia messo a ridere ad ogni passaggio) non sono altro che il riflesso del timore che anche la sua terza stagione finisca come la prima o come la seconda. L’ottimismo, stavolta, è d’obbligo: Destro sta mediamente bene, non ha malanni da smaltire, si allena coi compagni, non segue nemmeno più una preparazione ad hoc, segno che la democratizzazione dei costumi ormai ha contagiato pure lui, primus inter pares. Il problema però, come sempre, non è in lui, ma in chi deve decidere cosa fare della sua presenza. Il guaio polmonare di Avenatti (notiamo con soddisfazione che il Bfc ha dato aggiornamenti ventiquattr’ore dopo il rilievo sollevato da Zerocinquantuno) mette ora l’attacco del Bologna nella stessa imbarazzante povertà di scelte di un anno fa: Destro e poi… Petkovic, un attaccante che al Trapani, squadra poi retrocessa in Lega Pro, non era sempre sicuro del posto da titolare.
Il mercato dà ancora tempo per rimediare, ma un giorno qualcuno ci spiegherà perché Destro non possa mai, non dico giocare, ma entrare nell’ordine di idee di giocare con un attaccante al suo fianco. A Siena succedeva questo nel 4-3-1-2, nessuno fiatava e lui segnava come mai gli è più capitato in carriera. Poi, per carità, questo è l’ultimo dei nostri problemi quotidiani, anzi non è classificabile nemmeno come l’ombra di un problema. La questione però è divertente, perché dell’eredità di Pantaleo Corvino, l’unico intoccabile è diventato proprio Destro, a tal punto che il calciomercato estivo può mettere in discussione tutto, ma non il suo status di attaccante solitario nel 4-2-3-1, nel 4-3-3, nel 4-3-2-1, nel 3-5-1-1, in tutto ciò che si può immaginare tatticamente, purché ci sia l’uno finale. Ecco, quell’uno fa ancora un po’ paura. Quindi mettiamoci un bel due vicino, un due credibile, un vice che non sia l’ombra di sé stesso, oltre che di Mattia.

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