Che fine ha fatto Avenatti?

Felipe Avenatti, il calciatore pagato più a caro prezzo nella storia della Ternana, ancor prima di cominciare rischia di fare la fine dei non pochi attaccanti che dalla Serie B hanno tentato invano il salto nella categoria superiore attraverso il Bologna. Tutti gli auguriamo ogni bene, sia mai. Ma il mistero sul suo arrivo ha qualcosa di inaudito. Visite mediche interrotte dieci giorni fa “per un’infezione alle vie respiratorie” causata – pare – dai troppi viaggi in aeroplano. Poiché è difficile pensare che un bronzo di Riace di un metro e novanta per novanta chili abbia la tempra pleurica di Mimì in Bohème, sarebbe opportuno che il club si esprimesse con chiarezza sul destino di colui che, nei piani della stagione, andrà a sostituire Destro in caso di necessità.
Diteci dov’è Avenatti, per favore. Diteci, perlomeno, se a un mese dall’inizio del campionato il vice Destro si chiama Bruno Petkovic, o se ci sono altri piani diversi, per ora non noti. Il problema non è aspettare un mese in più Avenatti, cui si augura pronta guarigione, ma non ricadere nel solito errore: puntare tutto su Destro, senza preparargli un terreno di sostituiti adeguati (e in questo caso letteralmente scomparsi dai radar). Avenatti ha tutto per diventare un buon vice Destro, forse addirittura meglio in prospettiva. Ma non dimentichiamoci come sono stati gestiti Mancosu, Floccari, Petkovic e Sadiq, tre milioni di euro di cartellini lasciati decantare in un non meglio precisato ruolo di alternative al titolare di cattedra. Lasciare Avenatti nel dimenticatoio mediatico, senza chiarire perché non sia già a Castelrotto o almeno all’Isokinetic, non è il miglior viatico per costruirgli un buon avvenire, che sia da gregario o da inamovibile.

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