Rovinare l'estate a molti

Clima triste, ma siamo migliorati

Dal punto di vista strettamente numerico, che è poi quello che decide le sorti di ogni squadra, il Bologna sta facendo meglio di quello che stava combinando un anno fa dopo dodici giornate. Quattordici punti contro tredici, otto in più sulla terzultima contro sei, dodicesimo posto provvisorio contro quindicesimo. Tutto questo, pur venendo da quattro sconfitte consecutive. Il problema, allora, resta sempre quello della percezione. Avesse perso e vinto in maniera più equamente distribuita, oggi non assisteremmo alla nuova ondata di gogna mediatica che Roberto Donadoni sta subendo per quelle che, in altri tempi, sarebbero state derubricate a sconfitte di prammatica.
La percezione fuorviata è sempre figlia di aspettative fuorvianti. O noi credevamo ab origine che questa squadra dovesse competere per il settimo-ottavo posto, o dobbiamo riconoscere che complessivamente, nei numeri e nelle prestazioni, il Bologna delle prime dodici giornate è migliore di un anno fa. Di poco, certo, ma migliore. Di un punto solo, certo, ma migliore. E venga pure avanti chi lo avrebbe creduto immaginando Destro a zero reti dopo dodici giornate. La realtà, meglio: il realismo, dice invece che una squadra impostata per salvarsi, e mentalmente tarata per questo, quando vince tre partite consecutive fatalmente incappa in un fisiologico calo. Se poi qualcuno conosce nomi alternativi per la panchina che ora è di Donadoni, con le stesse garanzie di salvezza, si faccia vivo. Difficilmente sentiremo suonare il campanello.

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