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Ufficiale: Blerim Dzemaili al Bologna

Il coraggio di rischiare, in un campionato già deciso

Diciamolo ora, e non alla venticinquesima giornata, quando le energie saranno ormai prosciugate: il Bologna è salvo. O meglio: le tre squadra attualmente al fondo della classifica sono già retrocesse. Bologna-Palermo era la sfida tra la quindicesima e la terzultima effettiva del campionato (il Pescara, cui è stata aggiunta una vittoria a tavolino, è da considerarsi ultimo, dietro il Crotone). E dunque il campo ha mostrato oltre ogni ragionevole dubbio che il Bologna non compete nel campionato del Palermo, e nemmeno in quello del Crotone. Meno che mai in quello del Pescara, che non è stato capace di vincere una partita in tredici gare. Le tre in fondo, insomma, oltre a mostrare numeri incontroveritibili da predestinate, stagnano anche nella docile arrendevolezza imposta dal loro destino: nessuna, a differenza degli anni passati, ha ancora proceduto a esonerare i propri allenatori. Se non è un segno di accettazione del fato questo…
Ebbene, in un campionato così sonoramente deciso a un terzo del suo percorso (anche in chiave scudetto), perché non rivisitare le ambizioni? Vale ancora il criterio del punticino in più dell’anno scorso, come obiettivo minimo sindacale? Poteva valere all’inizio, quando le orrende litanie variate sul tema del “sarà un campionato più difficile dell’anno precedente” suonavano ancora credibili. Oggi non lo sono più. Questo campionato è orribilmente meno competitivo dell’anno scorso, e così saranno i prossimi, finché la Serie A rimarrà a venti squadre. Ma se cambiano (in peggio) le proporzioni del torneo, allora bisogna tarare al rialzo le ambizioni del Bologna. Non può valere a lungo la logica del passo alla volta, quando il campionato ne fa dieci indietro ogni stagione, corrompendosi in qualità e spettacolo. Si abbia il coraggio di puntare in alto. A parole, certo, perché tanto di quelle si vive sei giorni su sette, aspettando la domenica. Dzemaili ha provato a sintetizzare il concetto domenica dopo la partita: “Possiamo fare come l’Atalanta”. Qualcuno l’ha ascoltato?

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