Destro: ditegli la verità, se non volete perderlo

Destro: ditegli la verità, se non volete perderlo

È da illusi credere che, se prestato a gennaio, Mattia Destro ritornerebbe all’ovile più contento e più prolifico. Pochi prestiti hanno riconsegnato giocatori migliori e più appagati di come erano partiti. Giaccherini, si dirà; Dzemaili, risponderebbe qualcun altro. Ma venivano entrambi da paesi stranieri. Ed entrambi, in un certo senso, tornavano a casa. Noi oggi abbiamo ragione di credere che Destro, partendo da Bologna, si perderebbe del tutto. Qualcosa fa pensare che lo stesso ragionamento lo abbia fatto anche il diretto interessato, che ha già comunicato al club in via più o meno formale la propria intenzione di restare in rossoblù e giocarsi così le sue carte da qui a giugno, quando gli anni di questa forzata convivenza, nata sotto tutt’altra bandiera tecnica, saranno diventati tre. Tre anni sono anche il primo checkpoint contrattuale con la Roma, all’interno dei cinque firmati nell’estate 2015.
Al trentesimo gol nel primo triennio, infatti, il Bologna dovrebbe corrispondere 2 milioni di bonus ai giallorossi. Qualcosa fa credere che a Trigoria faticheranno ad incassare. Ma non è necessariamente una buona notizia per il Bologna. Perché se davvero Destro non raggiungerà i 30 gol entro giugno 2018 (ovvero, se non segnerà gli undici che gli mancano, ancora oggi, per quella cifra), si dovrà dichiarare il fallimento di questa avventura sportiva. Solo che stavolta il fallimento avrebbe proporzioni così conclamate che risulterebbe difficile immaginare il biennio successivo, come imporrebbe giocoforza il contratto.
Il Bologna, insomma, deve decidere in fretta cosa farsene di Destro. O lo considera ancora il proprio attaccante di riferimento, e lo si tratta di conseguenza (leggasi: niente più cinque minuti di pubblico ludibrio come all’Olimpico) o gli si dice chiaro e preciso che lui, in questa squadra, può occupare al massimo la posizione numero due o tre in gerarchia. Tanto, da qui, non si muove di certo, non a gennaio, perlomeno. Nessuna squadra italiana, oggi, potrebbe avvicinarsi a un attaccante che guadagna quasi 1,8 milioni lordi a semestre e che fin qui ha garantito solo 19 gol in due stagioni e mezzo, o quasi. Se il vicolo è cieco, non rendiamoci ciechi come lui. Indichiamo a Mattia la strada, cercando prima di capire se ha voglia di percorrerla con noi.

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