Se Masina vale davvero così tanto, vendiamolo

E se il prescelto fosse Masina?

Sappiamo bene che il calciomercato reale non è quello che si fa in televisione, né su Internet, né sui giornali. Il calciomercato è una rete di rapporti, e spesso i suoi risultati potrebbero essere previsti limitandosi solo a contemplare le sfere di influenza tra un club e il suo orizzonte fiduciario. Stupisce, in questa larvale fase del mercato rossoblù, la sproporzione tra nomi e budget a disposizione. Se il messaggio di Saputo è stato beninteso (nessun denaro che non venga da dentro, ovvero dalle cessioni) non si capisce come il Bologna possa anche solo avvicinarsi a nomi come quello di Avenatti. Ma tant’è. Siccome vogliamo credere a Saputo e non alle favole di extra budget magicamente sbloccati, preferiremmo non farci illusioni e abituarci già all’idea che: o Bigon caverà l’impossibile dai giocatori dormienti della rosa (Rizzo, Donsah, Pulgar, Oikonomou), o il Bologna ha già concluso la sua prima cessione importante e non vuole scoprirsi prima di aver messo a segno un colpo sicuro.
La prudenza con cui si sta muovendo Bigon sembra far preludere a questa seconda ipotesi. E la premura con cui il club ha trattato la vicenda Masina (con accurata gestione della comunicazione sulla sua tendinopatia) potrebbe far pensare che il predestinato alla cessione sia proprio Adam. Nel caso fosse così, nessuno scandalo. A Bologna non c’è giocatore più incompreso del bolognese che tenta di ergersi a simbolo della squadra. E tutte le volte che abbiamo fatto, o simulato, rimostranze per cessioni ‘local’ ci siamo poi dovuti ricredere.  Non sarà il caso di Masina, certo destinato ad maiora. Ma l’impressione è che anche lui si sia reso conto che la crescita lo attenda altrove. Lontano da mugugni esigenti, e dallo snobismo che cerca il campione con i nomi in -ic e non in -ina.

© Riproduzione Riservata