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Finché siamo in venti, non corriamo pericoli

Finché siamo in venti, non corriamo pericoli

Per risvegliare un po’ le terga flaccide dalla noia, in un campionato che pare avviato a serena conclusione tra il sedicesimo e il dodicesimo posto, si può anche costruire l’ipotesi che Bologna-Palermo possa essere una sfida campale, da vita o morte (ma quali sono state mai, davvero, le partite che decidevano vita e morte sportiva?), da o la borsa o la vita, e così via, per immagini forti e chiaroscurali. Bologna-Palermo, per fortuna, è e sarà al ritorno una partita tra una squadra che rimarrà in Serie A e un’altra che retrocederà. Perché non si è mai visto, nei cicli decennali del campionato, una squadra salvarsi perdendo tutte le sei partite in casa d’esordio. Mai s’è vista, e difficilmente si vedrà quest’anno.
Dunque, trovata nel Crotone la prima vittima sacrificale di un folle campionato a venti squadre, la seconda sarà il Palermo, a prescindere dall’esito di domenica. La terza va ancora rintracciata. Più facilmente, vien da pensare che sia il Pescara, unica squadra a non aver vinto ancora una partita in campionato con forze proprie. Sì, una vittoria le è stata riconosciuta per regio decreto, ma questo non cambia la sostanza, se non a detrimento del povero Sassuolo, che quella partita aveva vinto con pieno e largo merito, non fosse stato un cavillo burocratico a torglierlo. Speriamo, per amor di verità, solo provvisoriamente.
Finchè l’attuale Serie A resterà a venti squadre, dunque, il Bologna non correrà pericoli. Perché in questa improbabile accozzaglia di formazioni, ambizioni e organici diversi, tre gruppi inferiori si formeranno sempre e comunque, come la muffa a bordo piscina. Il problema, semmai, sarà quando il numero di partecipanti sarà provvidenzialmente ridotto a 18. E qui c’è da sperare, non per il bene dello spettacolo ma per quello del Bologna, che con la sforbiciata ai nastri di partenza arrivi anche una riduzione delle retrocesse: da tre a due, perché meno è francamente impossibile.
Chissà, poi. Magari, sulla scorta della MLS, la Lega deciderà davvero di ridurre a una sola la caduta all’inferno. Il ché renderebbe la Serie A qualcosa di simile al campionato americano, senza retrocessioni, tutti allegri e felici anche di arrivare penultimi. Ma ci piacerà davvero un mondo del genere? O, per le squadre come il Bologna (che vivranno né carne né pesce per altri anni) sarà una condanna alla noia sovrana? Seguiamo curiosi lo sviluppo delle decisioni di Lega. Perché quello del campionato, ormai, s’è capito da tempo.

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