A questo gruppo serve un nuovo Di Vaio

A questo gruppo serve un nuovo Di Vaio

La campagna abbonamenti che andrà a chiudersi a giorni sfiorerà il traguardo dei 14.000 tesserati. Sostituendoci indebitamente a Saputo per due minuti, c’è da esserne soddisfatti. Confermare il dato precedente – e forse anche migliorarlo di qualche centinaio (un anno fa erano 13.784 abbonamenti) – senza di fatto rinforzare la squadra, è un segnale da non sottovalutare. Significa essenzialmente due cose: che questo pubblico ha una base solida, inscalfibile, non lunatica. E appunto per questo non va preso in giro. Fornire programmi veritieri e dettagliati è il primo dovere della società. Se questo Bologna imparerà a dialogare meglio coi suoi tifosi non avrà più bisogno di trincerarsi dietro formule di facciata “prima la salvezza poi ci divertiamo”, come a voler sottintedere che per arrivare alla salvezza lo spettacolo e il divertimento sono accessori non di serie.
Bisogna avere il coraggio di dire chiaramente che i prossimi cinque anni (non tre come veniva propalato all’inizio) saranno a pane e acqua, non è un peccato mortale, di pane azzimo se ne è già mangiato abbastanza e di ben più salato. Ma in questo quinquennio che ci separa dal nuovo stadio occorre trovare urgentemente una figura che racchiuda il simbolo positivo di quest’attesa: non importa che sia un giovane della primavera, un veterano all’ultima spiaggia, un nigeriano, uno svedese, un cinno di Galliera. A questa squadra manca un leader, come era Di Vaio ai suoi bei dì. Senza un presidente in carne e ossa, con una dirigenza che frequenta poco o nulla la città e le sue eccellenze, serve come il pane un capitano morale, un soggetto parlante e senziente, che prenda su di sé il senso storico di questi anni di transizione. Quando giocava Di Vaio non era certo il migliore dei mondi possibili: ma bastava la sua presenza a riempire di significato quel periodo. Ora che Di Vaio è imprigionato dentro la cravatta e il gillet, ne serve un altro in campo. Solo così questi cinque anni d’attesa potranno passare senza questa cappa di noia incombente. Che per ora a 14.000 persone non spaventa affatto.

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